Belluno, 21/09/2026 – Un’attesa che si protrae da quasi cinque mesi, promesse disattese e un “ostinato silenzio” che viene definito lesivo della dignità del Consiglio comunale e delle prerogative dei consiglieri di opposizione. A sollevare nuovamente il caso è Marco Perale, consigliere comunale del gruppo Insieme per Belluno Bene Comune, che punta il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Oscar De Pellegrin per la mancata concessione di un sopralluogo all’ex Museo (Palazzo dei Giuristi), chiuso e abbandonato da ben dieci anni.
La cronistoria del blocco istituzionale
La vicenda affonda le radici nel 29 aprile 2026, data in cui Perale aveva presentato un’interrogazione formale in Consiglio comunale. Al centro della richiesta vi erano due nodi cruciali: conoscere il cronoprogramma dettagliato per la progettazione e il finanziamento della ristrutturazione di Palazzo dei Giuristi — indicato saltuariamente dalla Giunta come futura sede unica dei materiali archeologici, ma mai discusso nelle sedi competenti della Commissione Cultura — e, soprattutto, fissare una data per un sopralluogo della III Commissione all’interno degli spazi.
A quelle domande, denuncia il consigliere, non è mai stata data risposta in sede di Consiglio. Da lì è iniziato un pressing costante, protratto in ogni successiva riunione consiliare e della Commissione III.
«Il presidente della Commissione III, Francesco Pingitore, incontrandomi occasionalmente, mi aveva assicurato sia a luglio sia ad agosto che avrebbe convocato la Commissione per il sopralluogo al più tardi nei primi giorni di settembre – spiega Perale –. Nonostante la mia disapprovazione per questo intollerabile ritardo, ho atteso pazientemente».
La goccia che fa traboccare il vaso
Ora, superata la terza settimana di settembre, la situazione è a un punto morto. Non solo il sopralluogo non è stato organizzato, ma per il prossimo 24 settembre è stata convocata una seduta congiunta delle Commissioni I, II e III in cui la richiesta di aprile non risulta neppure all’ordine del giorno, nonostante la destinazione dell’edificio, i lavori e le spese di restauro riguardino le competenze di tutte e tre le commissioni.
Per Perale siamo di fronte a «un’inadempienza istituzionale» e a un «sostanziale spregio» nei confronti della III Commissione, definita «mai convocata per conoscere e tantomeno discutere i programmi della cultura».
Il richiamo al Testo Unico degli Enti Locali
Nel suo intervento, il consigliere di opposizione richiama le norme di legge, ricordando che il diritto dei consiglieri a ottenere notizie, informazioni e a verificare lo stato delle cose è sancito dall’art. 43, comma 2, del d.lgs. n. 267/2000 (TUEL). Una prerogativa definita immediata e non procrastinabile, pensata proprio per consentire l’espletamento del mandato senza barriere temporali ingiustificate.
L’ultimatum
La nota si chiude con una richiesta formale e un avvertimento chiaro all’indirizzo del presidente del Consiglio Luciano Bassi, del presidente della Commissione III Francesco Pingitore, del sindaco Oscar De Pellegrin e del segretario generale Francesco Pucci: fissare immediatamente la data per il sopralluogo, pena il ricorso a “altre sedi” per tutelare i diritti istituzionali e civici calpestati da questo ennesimo silenzio.



