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Sanità, Manildo e Luisetto (Pd): “Da Governo Meloni 350 milioni in meno per il Veneto, ma il presidente Stefani tace”

Venezia, 05/11/2026 – “La manovra del Governo sulla sanità è palesemente iniqua e insufficiente. Rispetto alla richiesta unitaria avanzata dalle Regioni di incrementare i fondi per 6,8 miliardi di euro, la risposta è stata infatti quella di stanziarne praticamente la metà. Lasciando così il Veneto con un deficit stimato in circa 350 milioni di euro rispetto ai fabbisogni reali dei nostri territori. Di fronte a questa situazione e al rischio di default dei bilanci denunciato persino dai presidenti di centrodestra, accade però che il presidente Alberto Stefani se ne stia in silenzio”.

A dirlo sono i consiglieri regionali del Pd con il capogruppo, Giovanni Manildo, e la vicepresidente della commissione Sanità, Chiara Luisetto.

“Se alcune Regioni stanno alzando la voce per difendere il diritto alla cura è perché la coperta è troppo corta. Con l’aggravante che il Governo ha deciso di strizzare l’occhio ai privati, come nel caso dei bonus anziani, utilizzabili solo per prestazioni non coperte dal pubblico. Se in più si aggiunge un atteggiamento quantomeno passivo da parte del presidente della nostra Regione, c’è davvero da stare in allarme”.

“Un mutismo – proseguono gli esponenti dem – che purtroppo fa il paio con la recente esultanza per la sospensione del bollo auto: una misura propagandistica che di fatto priverà le casse regionali di ulteriori risorse importanti per finanziare i servizi essenziali. Mentre sindaci, amministratori e governatori lanciano appelli e segnali di forte preoccupazione, mentre i reparti e i Pronto Soccorso sono al collasso, Stefani sceglie insomma la via dell’immobilismo che si sta traducendo in una difesa d’ufficio di Palazzo Chigi”.

“La salute – concludono Manildo e Luisetto – è un diritto inviolabile e non una merce di scambio o una variabile sacrificabile sull’altare dei vincoli di bilancio o dei silenzi di scuderia. Chiediamo che il Veneto si unisca senza timidezze al fronte comune delle Regioni per pretendere dal Governo correttivi seri e risorse adeguate a tutela della nostra comunità”.