AccueilActualités/PolitiqueUna sede per le Maschere dolomitiche di Gianni Secco * di Marco...

Una sede per le Maschere dolomitiche di Gianni Secco * di Marco Perale

Belluno, 24/10/2026 – È di questi giorni la notizia dello sfratto, dalla sede di Borgo Piave che l’aveva ospitata per tre anni, della collezione di maschere dolomitiche assemblata in decenni di appassionata ricerca da Gianni Secco che sembrava aver trovato una giusta valorizzazione grazie ai volontari dell’Associazione Borgo Piava ETC aps. Gli enti pubblici che per compito istituzionale dovrebbero contribuire alla tutela e alla valorizzazione di un bene culturale conosciuto ed apprezzato non solo a livello locale ma regionale, nazionale ed anche all’estero, non stanno offrendo alcuna risposta concreta. Perché mancano gli spazi, dicono, manca il personale, mancano le risorse.

O sono la volontà e le idee che mancano?

Allora ecco una proposta, di fattibilità immediata e dal costo irrisorio, senza umiliare il lavoro di Gianni Secco chiudendolo in qualche cantina o sottoscala.
Belluno ha da ormai una decina di anni i grandi spazi di Palazzo Bembo, in cui la precedente amministrazione aveva aperto assieme a Confindustria Belluno Dolomiti il polo dell’Hub triveneto della Luiss, aveva progettato il nuovo Museo Archeologico e aveva collocato provvisoriamente la Biblioteca civica, ora ritornata nella sua sede naturale in Crepadona.
Questa giunta ha prima gettato al vento cinque anni di lavoro, cancellando da un giorno all’altro il progetto del nuovo museo archeologico concordato con la Sovrintendenza, ed ha poi perso tutta la consiliatura inseguendo il miraggio di un nuovo progetto universitario con Verona che è stato stoppato dall’ateneo scaligero prima ancora di aprire.
Restano gli spazi vuoti, ma riscaldati e illuminati (anche di notte, troppo spesso).
Perché non allestire in uno degli spazi di Palazzo Bembo la mostra permanente delle Maschere dolomitiche di Gianni Secco? Intanto basterebbe una soluzione-ponte, di un anno o al massimo di tre, così da dare respiro al progetto e consentire alla prossima amministrazione di ragionare senza fretta.

La formula potrebbe essere la stessa che questa amministrazione ha già adottato per tutti questi ultimi anni aprendo gli spazi (dobbiamo ancora capire se pericolanti o meno) del vecchio Museo archeologico di Palazzo dei Giuristi: apertura a chiamata, su prenotazione, per classi, appassionati e turisti, utilizzando – se vorranno – la disponibilità e le competenze acquisite dai volontari di Borgo Piave e occasionalmente il personale della Fondazione Teatri che tiene aperto il Fulcis, esattamente come già avviene per le sporadiche riaperture dei Giuristi.

Marco Perale – Insieme pe Belluno Bene Comune