AccueilActualités/PolitiqueTarip o "seconda IMU"? L'affondo del Comitato cittadini di Feltre: "Si tassa...

Tarip o “seconda IMU”? L’affondo del Comitato cittadini di Feltre: “Si tassa la superficie, non i rifiuti”

Feltre, 18/10/2026 – La provocazione della cuccia del cane per denunciare un sistema che, nei fatti, avrebbe smarrito la propria bussola originaria. Il Comitato Cittadini di Feltre torna a far sentire la propria voce contro le modalità di applicazione della TARIP e della TARIC (la tassa sui rifiuti puntuale e corrispettiva) nel Bellunese, puntando il dito contro un modello di calcolo che – a giudizio del comitato – si sarebbe trasformato in una vera e propria tassa patrimoniale mascherata.

Il nodo dei metri quadri e il peso delle seconde case

Al centro della contestazione c’è il principio cardine della tariffa puntuale: al centro del costo del servizio, secondo le direttive europee, dovrebbe esserci unicamente la raccolta e lo smaltimento del rifiuto effettivamente prodotto da ogni singola utenza. La superficie dell’immobile, invece, dovrebbe servire solo a certificarne l’esistenza, senza diventare un pretesto per gonfiare i costi.

Nel territorio bellunese la situazione assume contorni particolari, analizzati dai dati diffusi dal comitato: su 182.000 abitazioni censite, il 52% (circa 94.500) è rappresentato da prime case, mentre ben 87.500 sono seconde case. Di queste ultime, la stragrande maggioranza (circa il 92%) non risulta a reddito e viene utilizzata solo stagionalmente o tenuta chiusa, pur mantenendo utenze attive di luce o acqua che fanno scattare la tassazione. A far lievitare la spesa contribuiscono poi i metri quadri di pertinenze come garage, casere, fienili o immobili inagibili.

Un quadro che, unito ai rincari registrati dalle attività produttive già messe alla prova dal caro-energia, spinge il comitato a un’amara conclusione: sulle seconde case (e di riflesso anche sulle prime) si finisce per pagare una sorta di “seconda IMU”, slegata dall’effettiva produzione di rifiuti.

Bollette poco trasparenti e componenti ARERA

Nel mirino del Comitato Cittadini di Feltre finisce anche la trasparenza delle fatture, giudicata carente. Tra le voci che balzano all’occhio dei consumatori figurano le tre componenti perequative introdotte da ARERA:

  • UR1: per la copertura dei costi dei rifiuti accidentalmente pescati;

  • UR2: a sostegno delle agevolazioni per eventi calamitosi (come alluvioni o emergenze nazionali);

  • UR3: destinata al bonus sociale (uno sconto del 25% per le famiglie in difficoltà economica). Oneri che portano a un costo totale di 7,10 euro a carico di ciascuna utenza, riversati alla CSEA (Cassa per i servizi energetici e ambientali).

Lo scontro sui PEF e la gestione di Valpe Ambiente

Il comunicato affronta poi il capitolo legato al gestore Valpe Ambiente e ai crediti vantati nei confronti dei Comuni del Feltrino per il triennio 2023-2025. Secondo il comitato, i Piani Economico-Finanziari (PEF) di quelle annualità non sarebbero stati approvati dal Consiglio di Bacino poiché gli aumenti applicati nel passaggio dalla TARI alla TARIP superavano i limiti massimi stabiliti da ARERA. Tali piani si trovano ora sotto la lente dell’Autorità di regolazione, così come la verifica del numero reale delle utenze attive sul territorio.

La richiesta di una revisione normativa e il nodo della politica

Il Comitato Cittadini di Feltre contesta apertamente le dichiarazioni ottimistiche diffuse di recente dagli enti istituzionali bellunesi su presunti aumenti contenuti delle tariffe. Di fronte a una provincia in cui – stando ai dati – solo il 60% delle abitazioni produce regolarmente rifiuti, l’invito alla politica è chiaro: la normativa va rivista.

La richiesta è di ricondurre il costo della tariffa al servizio effettivo e di intervenire sui costi della politica all’interno delle aziende partecipate – richiamando anche le recenti considerazioni del presidente della Regione Alberto Stefani sul taglio delle nomine – il cui peso ricade inevitabilmente sulle tasche dei cittadini.

Il comitato fa sapere che, non appena saranno disponibili tutti i dati completi relativi al servizio RSU, verranno organizzate assemblee pubbliche per informare dettagliatamente la cittadinanza bellunese.