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Dolomiti bellunesi ed evoluzione del comparto turistico: +30% di lavoratori in quattro anni, ma il bacino locale si restringe

Istituzioni e imprese a confronto: alla tavola rotonda “Turismo: lavoro, occupazione, futuro” i dati di Veneto Lavoro sul comprensorio delle Dolomiti bellunesi. L’area è la più dinamica del Veneto per crescita occupazionale nel ramo horeca, ma cala il numero di residenti in età lavorativa e oltre la metà degli stagionali lavora a più di 50 km di distanza dal comune di residenza.
Tra le proposte avanzate per colmare il gap: accoglienza dei nuovi arrivati, residenzialità, trasporti, formazione e reskilling.

Longarone (BL), 12 ottobre 2026 – +30% di lavoratori assunti nel comparto turistico delle Dolomiti bellunesi dal 2022 a oggi (+15% solo rispetto al 2025) e oltre 6000 contratti finalizzati nei primi otto mesi del 2026. Con un rovescio della medaglia che tuttavia fa riflettere, laddove alla crescita occupazionale fa da contrappunto un bacino di popolazione in età lavorativa calato addirittura del 21,9% negli ultimi 20 anni con più di uno stagionale su due (56% nel 2025) proveniente da fuori territorio (oltre 50 chilometri di distanza tra il luogo di lavoro e quello di effettiva residenza).

Sono solo alcuni dei numeri emersi nel corso della tavola rotonda “Turismo: lavoro, occupazione, futuro. Per un territorio attrattivo, vivo ed abitato”, promossa da Confcommercio Belluno – Dolomiti e tenutasi nel primo pomeriggio di lunedì 12 ottobre 2026 a Longarone Fiere nell’ambito di Dolomiti HoReCa.

L’evento ha ripreso le fila del dibattito avviato alla fine di giugno a Cortina d’Ampezzo durante l’annuale assemblea pubblica dell’Associazione degli Albergatori di Cortina, mettendo nuovamente a confronto istituzioni, stakeholders e professionisti dell’accoglienza montana sul tema complesso e attuale del gap tra domanda e offerta di personale altamente qualificato nel settore dell’hospitality partendo appunto da dati aggiornati.

Dopo i saluti di apertura di Maurizio Castro, Amministratore Unico di Longarone Fiere, Paolo Doglioni, Presidente di Confcommercio Belluno – Dolomiti, e Lucas Pavanetto, Vicepresidente della Regione Veneto (in videocollegamento) – e dopo la panoramica introduttiva affidata alle parole di Walter De Cassan, Presidente di Federalberghi Belluno Dolomiti, la discussione è entrata nel vivo con la presentazione dello studio dell’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro, illustrato da Manuela De Colle. La ricerca ha analizzato le dinamiche occupazionali nel territorio provinciale tra gennaio e agosto 2026, mettendole a confronto con quelle di altre località a vocazione turistica del Veneto e con la situazione degli anni precedenti. È emerso come proprio le Dolomiti bellunesi rappresentino l’area del Veneto con il più significativo incremento di lavoratori assunti nel turismo – nel 2025 il saldo occupazionale è stato di +601 posizioni (+816 se si considera il dato a livello provinciale) – mentre il maggior peso in termini di assunzioni è dato dagli alloggi (60%), seguiti da ristorazione (32%) e altri servizi all’8% (per quest’ultima voce si segnala una crescita del +409% rispetto al 2022 dovuta in gran parte all’effetto del driver olimpico e paralimpico). Tra le professioni più richieste, camerieri di ristorante, cuochi e personale non qualificato nei servizi di ristorazione. A saltare all’occhio è anche il fatto che nel cluster dolomitico il 98% delle assunzioni sia a tempo determinato e che il 79% sia di natura stagionale: indeterminato e apprendistato ricoprono solo una porzione residuale del computo; nell’estate 2026 circa il 56% degli stagionali è tornato presso la stessa impresa, mentre il 44% era alla prima esperienza. Segno che evidentemente c’è un grande ricambio di personale risultando spesso difficile stabilizzare i rapporti di lavoro per motivi essenzialmente legati alla conformazione del territorio e, di conseguenza, alla sua accessibilità.

Demograficamente parlando, il dato più eclatante riguarda il già citato calo della popolazione in età lavorativa: – 12,5% in provincia di Belluno, che sale fino a raggiungere il – 21,9% se si considera l’intera area geografica dolomitica.

“Nel confronto con le altre aree turistiche del Veneto – ha spiegato De Colle – la crescita delle Dolomiti è la più alta di tutto il territorio regionale. Di contro però, il comprensorio ha la necessità di andare a reclutare personale da aree più distanti, e questo incide inevitabilmente tantissimo rispetto a zone con bacini demografici più estesi e accessibili”.

Residenzialità e trasporti
Proprio sul fronte dell’attrattività per i lavoratori che arrivano da fuori è intervenuto Marco Staunovo Polacco, Presidente della Provincia di Belluno, che si è concentrato su tutti quei fattori che oggi limitano la scelta di chi vorrebbe lavorare in provincia, ma fatica a trovare il proprio spazio: “residenzialità, trasporto pubblico e “collegabilità” del territorio – ha affermato il Presidente – sono i tre punti fermi sui quali dobbiamo strategicamente fare sistema per non perdere terreno in termini di attrattività di lavoratori, locali e provenienti da fuori del nostro ambito territoriale”

Matching tra domanda e offerta
A fargli eco Raffaella Bordin di Veneto Lavoro, che ha elencato alcune possibili strategie per superare il mismatch tra domanda e offerta di personale qualificato, a cominciare dagli strumenti di incontro tra imprese e risorse, come Incontra Lavoro. “In un contesto di fortissimo calo demografico, è evidente che abbiamo bisogno di tutti per far girare il sistema. Stagionali e lavoratori stranieri, di cui tanto si parla, non sono la soluzione al problema, se non altro perché evidentemente con la loro presenza non sono in grado di coprire l’intero fabbisogno del comparto. Nell’ottica di adottare un approccio più moderno e soprattutto inclusivo, dobbiamo fare in modo di renderci attrattivi per i giovani, per le donne, con proposte contrattuali che prevedano maggiore attenzione alla conciliazione tra vita personale e professionale. Si tratta di un passo avanti importante che però richiede grande flessibilità da parte dei datori di lavoro. Le risorse vanno fidelizzate. Il welfare è certamente una leva, ma occorre andare oltre e ripartire dal territorio, da un’offerta culturale e dei servizi a misura di capitale umano”.

Formazione in primo piano
In questa partita così complessa un ruolo di primo piano è giocato dalla formazione: Enrica Scopel, Direttrice di ITS Academy Turismo Veneto, ha illustrato caratteristiche ed obiettivi del corso di Belluno “Accoglienza e prospettive: questo vogliamo dare agli studenti, molti dei quali non vengono da Belluno e che non sono solo ragazzi giovani. Per noi sono fondamentali anche i programmi di reskilling delle figure senior ad esempio, aspetto sul quale siamo molto attivi. Perché questo è un settore che si basa sulla formazione e sull’aggiornamento professionale, ma formare talenti è inutile se poi non siamo in grado di trattenerli o di valorizzarne le capacità”.

La parola alle imprese
Infine l’Associazione degli Albergatori di Cortina, che per prima ha posto sul tavolo il tema e che ora lo ha ripreso in mano intervenendo nella persona della Vicepresidente Carla Medri: “Oggi non basta offrire un posto di lavoro: dobbiamo essere in grado di proporre una vera e propria esperienza professionale, che comprenda formazione, crescita, ma anche prevedibilità degli orari e conciliazione tra vita privata e lavoro. Siamo bravissimi ad accogliere i turisti, tutti ce lo riconoscono e i numeri lo attestano. Ma quanto siamo capaci di attrarre e soprattutto di fidelizzare i nostri talenti? Credo che un cambiamento fattuale e funzionale per chi opera nel comparto dell’accoglienza dolomitica (e non solo!) debba necessariamente partire da questa domanda. Chi viene a lavorare nelle nostre strutture deve avere l’opportunità di conoscere il territorio, di viverlo e di sentirsi a tutti gli effetti parte integrante della comunità. Una persona che arriva e se ne va dopo qualche mese senza aver mai praticamente varcato la porta dell’hotel dove lavora è una sconfitta per tutto il sistema dell’hospitality. Proprio per questo, come Associazione, stiamo organizzando per l’inizio della stagione invernale, un momento di incontro dedicato a chi arriva per la prima volta a Cortina, per farlo familiarizzare in maniera informale e rilassata con la destinazione. L’idea è poi quella di riproporre questa formula all’avvio di ogni stagione. Altro nodo chiave, in un periodo storico caratterizzato da denatalità e fuga dei cervelli, riguarda le scuole e il rapporto con le aziende: dobbiamo portare le imprese dentro gli istituti del Bellunese, per far capire ai ragazzi che lavorare nel turismo può essere un’opportunità reale, oltre a un modo soddisfacente per mantenere vivo il proprio legame con il territorio. Non vogliamo limitarci a portare capitale umano sulle Dolomiti, vogliamo creare le condizioni perché il capitale umano delle Dolomiti scelga di rimanere”.
L’ipotesi di un modello di formazione sul territorio per i nuovi lavoratori è stata rilanciata da Confcommercio che ha confermato di avere nei propri piani un progetto in tal senso al quale sta lavorando con Ascom Formazione e con il supporto economico dell’Ente Bilaterale del turismo.

La conclusione dei lavori è spettata a Giovanni Maregotto, vice presidente vicario dei Giovani di Federalberghi Veneto, che ha posto in evidenza l’importanza del processo relazionale tra le imprese ed il mondo delle scuole e della formazione; in quest’ottica si inserisce il progetto di Certificazione delle Competenze RENAIA attivo grazie al coordinamento di vari soggetti tra cui anche Unioncamere.

All’evento, moderato dal giornalista Nicola Maccagnan, hanno preso parte anche gli studenti del secondo anno dell’ITS Academy di Belluno ed una rappresentanza di studenti dell’Istituto Alberghiero Dolomieu di Longarone accompagnati dalla Dirigente Maria Pastrello che ha portato la testimonianza del mondo scolastico.