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Belluno. A Baldenich si torna a parlare della riqualificazione della piazza Don Bosco

Giovedì 15 ottobre, alle 20, in Sala De Luca della Scuola dei Maestri di Sci a Belluno, sarà presentato il progetto elaborato nel 1989 dagli architetti Giorgio Roda e Marcadent. Un incontro promosso dal Comitato di Quartiere Baldenich24 per ripercorrere la storia dell’area e discutere sulle possibili prospettive future

Belluno, 13/10/2026 – C’è una piazza che da decenni cerca una propria identità nel quartiere di Baldenich. È Piazza Don Bosco, uno spazio pubblico che nel corso degli anni è stato interessato da progetti, ipotesi di intervento e diverse idee sulla sua possibile sistemazione, senza però arrivare a una trasformazione capace di renderlo stabilmente un luogo di incontro e socialità.

È da questa storia che partirà l’incontro «Piazza Don Bosco, dalla storia al futuro: progetti e visioni», in programma giovedì 15 ottobre alle 20 nella Sala De Luca della Scuola dei Maestri di Sci. L’iniziativa è promossa dal Comitato di Quartiere Baldenich24 e si inserisce nel percorso «Spazi di dialogo, spazi di incontro, luoghi di partecipazione», avviato nel quartiere per riportare al centro dell’attenzione il ruolo degli spazi pubblici nella vita della comunità.

Al centro della serata ci sarà un progetto risalente al 1989, elaborato dagli architetti Giorgio Roda e Marcadent e recentemente recuperato attraverso un accesso agli atti. Sarà lo stesso Roda a illustrare quella proposta, attraverso gli elaborati originali conservati negli archivi comunali: prospetti, schemi planivolumetrici, relazione generale e altri documenti che permetteranno di ricostruire una parte della storia progettuale della piazza.

«L’idea è partire dalla storia per provare a ragionare sul futuro – spiega Luigi Filippo Daniele, Capofrazione di Baldenich e promotore del Comitato di Quartiere Baldenich24 –. Il progetto del 1989 è particolarmente interessante perché ci consente di vedere come veniva immaginato allora questo spazio e quale ruolo si pensava potesse avere all’interno del quartiere. Non vogliamo riproporre oggi una soluzione progettata quasi quarant’anni fa – che comunque era una proposta valida che andava a realizzare una piazza pedonale – ma utilizzarla come punto di partenza per aprire una discussione».

Il confronto riguarderà infatti non soltanto il progetto originario, ma anche l’evoluzione delle diverse ipotesi che nel tempo hanno interessato Piazza Don Bosco. Tra queste, una proposta elaborata nel 2009, durante l’amministrazione Prade, che prevedeva una diversa sistemazione dell’area, con l’eliminazione degli alberi esistenti e la realizzazione di 30 posti auto. Un progetto che non ebbe poi seguito.

Il confronto tra le diverse impostazioni permette così di riportare al centro una questione più ampia: quale debba essere oggi la funzione di una piazza di quartiere. Da una parte l’esigenza di organizzare la sosta e la viabilità, dall’altra quella di costruire spazi urbani capaci di favorire la permanenza, l’incontro e la socialità.

«Una piazza non è soltanto una superficie sulla quale organizzare la circolazione o la sosta delle automobili – continua Daniele –. È anche uno spazio pubblico nel quale le persone possono fermarsi, incontrarsi e riconoscersi come comunità. Per questo crediamo sia importante discutere della sua funzione».

Il tema assume ulteriore attualità alla luce delle trasformazioni che interessano l’area di via Vittorio Veneto, a partire dall’intervento previsto nell’area dell’ex Agip. Tra le opere connesse all’intervento è prevista infatti una nuova rotatoria in prossimità di Piazza Don Bosco, destinata a modificare l’assetto della viabilità della zona.

La questione della sosta resta invece uno degli elementi da considerare nel ragionamento complessivo sull’area. Al momento, sottolinea il Comitato, non risultano atti o progetti ufficiali che prevedano la realizzazione di nuovi posti auto nella parte comunale della piazza. Eventuali ipotesi dovranno quindi essere valutate sulla base di progetti e documenti dell’amministrazione.

L’incontro vuole dunque evitare di ridurre il futuro della piazza a una contrapposizione tra parcheggi e spazi pedonali. L’obiettivo dichiarato è piuttosto quello di mettere a confronto esigenze diverse e verificare quali soluzioni possano essere compatibili con la vita quotidiana del quartiere.

«Vorremmo che Piazza Don Bosco tornasse a essere oggetto di una discussione pubblica, non soltanto quando emerge una singola esigenza progettuale – aggiunge Daniele –. Ci sono i documenti del passato, ci sono le trasformazioni che stanno interessando l’area e ci sono le esigenze attuali dei residenti. Mettere insieme questi elementi significa provare a ragionare sulla piazza con una prospettiva urbanistica più ampia».

La serata del 15 ottobre sarà quindi anche un’occasione per conoscere direttamente un progetto rimasto per lungo tempo negli archivi e per confrontarsi sul significato che uno spazio pubblico può assumere all’interno di un quartiere.

Una piazza da riscoprire prima ancora che da ridisegnare, attraverso la memoria dei progetti che l’hanno interessata, le trasformazioni urbane in corso e il confronto con i cittadini.