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Milano-Cortina. AVS, la pista da bob presenta il conto: costi certi e ambientali altissimi, entrate incerte. Chi pagherà?

Venezia / Roma / Bruxelles, 7 ottobre 2026 – “Il nuovo Piano Economico e Finanziario (PEF) dello Sliding Centre conferma i timori che abbiamo sollevato in questi anni: il problema non è più solo quanto è costata la pista, ma quanto continuerà a costare alla collettività.”

A intervenire con durezza sul futuro della pista da bob di Cortina sono le esponenti di Alleanza Verdi Sinistra (AVS) Elena Ostanel (consigliera regionale del Veneto), Luana Zanella (capogruppo alla Camera) e Cristina Guarda (europarlamentare).

I punti critici del nuovo PEF

  • Costi in forte aumento: secondo le notizie di stampa relative all’aggiornamento del PEF (datato febbraio 2026 e mai reso pubblico), le spese per il 2027 salirebbero da 1,111 a 1,332 milioni di euro.

  • Perdite in crescita: le perdite stimate potrebbero superare gli 800 mila euro annui, arrivando a raddoppiare nel quinquennio 2027-2032 rispetto alle previsioni precedenti.

  • Entrate puramente ipotetiche: le uscite sono concrete e immediate, mentre i ricavi si fondano su opere non ancora completate, prive di un gestore o addirittura inesistenti (come la foresteria degli atleti, la piazza del Mercato, la cabinovia Apollonio-Socrepes e le attività legate al trampolino).

Le richieste di AVS

  • Trasparenza istituzionale: AVS chiede che il PEF venga immediatamente discusso in Consiglio regionale, insieme ai dati analizzati da KPMG, per fare chiarezza una volta per tutte su chi dovrà sostenere le perdite economiche.

  • Responsabilità politica: le esponenti di AVS puntano il dito contro la narrazione trionfalistica della giunta regionale: “Non basta inaugurare un’opera per poterla considerare un successo. La pista da bob ha comportato un danno ambientale altissimo ed è destinata a diventare una ‘cattedrale nel deserto’.”

  • Il parallelo con la Pedemontana: “da sei anni denunciamo questa situazione e le responsabilità politiche di chi, a partire dal presidente Zaia, ha spacciato questo progetto per un vantaggio per il territorio. Oggi ci troviamo davanti all’ennesimo conto salatissimo: dopo la Pedemontana, un’altra opera costosissima, ambientalmente devastante e destinata a scaricare debiti sulla collettività.”

Servono trasparenza, responsabilità e risposte certe sul futuro di un’infrastruttura che rischia di lasciare in eredità ai cittadini un pesante passivo economico e ambientale.