Una variante che apre la strada a possibili edificazioni future, come avvenne per la stazione di servizio Agip di Baldenich
Belluno, 07/10/2026 – Il futuro del Parco Città di Bologna al centro dello scontro politico. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Oscar De Pellegrin finisce nel mirino del Partito Democratico di Belluno per la recente variazione al Piano degli Interventi, discussa nell’ultimo consiglio comunale. Al centro della polemica c’ancora una volta la destinazione urbanistica di una porzione dell’area verde, destinata, secondo le accuse del PD, a essere dimezzata in via definitiva.
Il nodo della questione riguarda la presenza della Polizia Locale all’interno dell’area. Quando il Comune decise il trasferimento del comando, la misura fu presentata come temporanea e d’emergenza, tanto che ancora nel febbraio del 2025 la sede veniva ufficialmente definita “provvisoria”.
Nel corso del tempo, tuttavia, la situazione è cambiata: le casse comunali hanno sostenuto diversi interventi per l’adeguamento dell’edificio, l’installazione delle reti informatiche, dei sistemi di videosorveglianza e la creazione di nuovi accessi veicolari. Per il PD si tratta di una “provvisorietà solo sulla carta”: l’obiettivo attuale sarebbe quello di modificare la destinazione urbanistica del parco unicamente per blindare una sistemazione nata come temporanea.

«Nessuno contesta la necessità di garantire una sede dignitosa alla Polizia Locale – sottolinea Davide Noro, segretario del PD Città di Belluno – ma si sarebbe potuto e dovuto riconvertire uno dei tanti spazi inutilizzati del patrimonio immobiliare comunale, evitando di sacrificare una porzione di verde pubblico. E se domani mattina la Polizia Locale si trasferisse altrove, cosa succederebbe a quella porzione del Parco Città di Bologna? Se venisse approvato il cambio di destinazione urbanistica, quell’area potrà essere usata in futuro per funzioni del tutto estranee a un parco: servizi pubblici, viabilità, parcheggi o persino nuove strutture edilizie».
Nel mirino non c’è solo il merito, ma anche il metodo: giustificare l’intervento con l’emergenza per poi rendere la trasformazione irreversibile, precludendo per sempre ai cittadini la fruizione integrale del parco.
La polemica si estende anche alle condizioni attuali in cui versa la zona verde, tra carenze di manutenzione, problemi di sicurezza e giochi per bambini rotti da settimane. Secondo il Partito Democratico, l’assenza di una progettazione partecipata impedisce di rispondere alle reali esigenze di chi vive il quartiere: i più piccoli avrebbero bisogno di aree recintate e protette, mentre i ragazzi più grandi necessitano di spazi dedicati allo sport e alla socializzazione. Oggi, invece, queste funzioni si sovrappongono negli stessi spazi ridotti, creando disagi e criticità.
La battaglia politica non è tuttavia considerata chiusa. Dal momento dell’adozione della variante vi sono 60 giorni di tempo per presentare le osservazioni al Piano degli Interventi prima della sua approvazione definitiva in Consiglio Comunale.
Il PD Città di Belluno annuncia l’intenzione di dare battaglia sul tema, promuovendo un’iniziativa pubblica dedicata: «Invertire la rotta è ancora possibile – conclude Davide Noro –. Non cederemo su un principio fondamentale per il futuro della nostra comunità: salvare il nostro amato parco».



