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La vertenza di Hydro Extrusion Feltre ieri è entrata in una fase drammatica

Fiom Cgil: Quando chiude una fabbrica, è una sconfitta per tutti

Feltre, 3 ottobre 2026 – La storica fabbrica feltrina, che dal lontano 1942 rappresenta un pezzo fondamentale della storia industriale e sociale di Feltre e della provincia di Belluno, rischia concretamente di essere avviata verso la definitiva chiusura. La trattativa per la possibile cessione del solo ramo d’azienda relativo alla fonderia, con i suoi 36 lavoratori, al Gruppo Cortese si è interrotta. La FIOM CGIL ritiene che il confronto si sia fermato anche per la mancata disponibilità di riconoscere ai lavoratori trattamenti economici adeguati e di salvaguardare quanto conquistato nel corso degli anni attraverso la contrattazione aziendale.

“Sarebbe opportuno che il Gruppo Cortese si rendesse conto che la contrattazione di secondo livello è storia, dignità e patrimonio della lotta sindacale. È il riconoscimento delle competenze, delle professionalità e del contributo che lavoratrici e lavoratori hanno dato alla crescita dell’azienda. A questo patrimonio non intendiamo rinunciare: non solo per chi oggi lavora nello stabilimento, ma anche per rispetto e gratitudine verso tutte quelle donne e quegli uomini che, nel tempo, hanno costruito e conquistato quei diritti.” Ha dichiarato Stefano Bona, segretario generale della Fiom Cgil di Belluno, dopo l’interruzione della trattativa, continuando: “Se il Gruppo Cortese vorrà riprendere il confronto, dovrà necessariamente tener conto di questi elementi e della necessità di garantire condizioni economiche e normative dignitose ai lavoratori coinvolti.”

Oggi, però, la prospettiva più concreta sembra essere quella della chiusura definitiva della Metallurgica Hydro di Feltre. Ed è una prospettiva che non può lasciare indifferente nessuno.

“Cosa pensano la Provincia, il Comune, le associazioni datoriali, le istituzioni e l’intera comunità feltrina e bellunese della possibilità che quello che per decenni è stato un luogo di lavoro, competenze, sviluppo e vita sociale diventi un vero e proprio cimitero industriale a due passi dal centro della città?” incalza Bona “Come FIOM CGIL riteniamo che questa domanda debba essere posta con forza a tutti i soggetti del territorio. Nei prossimi giorni proseguiremo con Hydro il confronto sulle condizioni relative alle uscite volontarie incentivate per le lavoratrici e i lavoratori. Affronteremo questo passaggio con la massima attenzione, consapevoli delle conseguenze che la chiusura dello stabilimento avrà sulle persone e sulle loro famiglie. Ma non intendiamo confondere gli effetti con le cause. La causa di fondo di questa situazione rimane, a nostro giudizio, la scelta di Hydro di chiudere lo stabilimento di Feltre, una decisione che continuiamo a considerare sbagliata e socialmente inaccettabile e contro la quale abbiamo espresso e continueremo a esprimere tutta la nostra contrarietà. Una fabbrica non è soltanto un insieme di muri e macchinari. È lavoro, professionalità, reddito, storia, identità. È una parte della comunità. Noi non ci rassegniamo all’idea che una fabbrica che ha fatto la storia di questo territorio possa diventare un cimitero industriale.”

Quando chiude una fabbrica, è una sconfitta per tutti. Per questo nessuno può sentirsi escluso dalla responsabilità di affrontare questa situazione: istituzioni, imprese, organizzazioni sociali e cittadini. La FIOM CGIL Belluno continuerà a battersi per difendere il lavoro, la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e il futuro industriale di Feltre.