“Il tema del passaggio generazionale non è un argomento di moda di questi ultimi tempi, ma una realtà spietatamente dimostrata dai numeri”. Emanuele Maierotti, presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Imprese Belluno commenta così la presentazione de “Il valore del fare, il coraggio di cambiare”, il Position Paper dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Imprese Veneto, avvenuta qualche giorno fa al CUOA di Vicenza, in occasione del primo Festival dei Giovani Imprenditori del Veneto, promosso da Confartigianato Imprese Veneto e Confartigianato Imprese Vicenza, con il contributo di EBAV e la collaborazione di IVL – Istituto Veneto Lavoro.
I numeri
“Le imprese interessate dal passaggio generazionale negli ultimi sei anni nella nostra provincia – spiega Maierotti – sono il 13,7%, più della media veneta (11,6%) e italiana (9,1%), e quelle che lo saranno nei prossimi cinque sono l’11,6%, sempre più che in Veneto (8,5%) e in Italia (7,9%). Un dato che preoccupa se confrontato con quello degli autonomi artigiani under 40, che negli ultimi dieci anni nel bellunese si sono più che dimezzati in valore assoluto (e passati dal 21,1% al 13,7% sul totale degli autonomi artigiani), mentre gli over 64 sono sensibilmente aumentati sia in valore assoluto che in percentuale (dal 9,4% al 14,4%). Nonostante questo, in provincia di Belluno, il 35,1% delle imprese dell’imprenditoria giovanile è artigiana: più di una su tre e più della media veneta.
Ma non è una questione solo di giovani artigiani: oggi, in Italia, i 15-19enni sono circa 2,9 milioni, contro 4,2 milioni di 60-64enni. In Francia, per esempio il rapporto si inverte, con circa 4,3 milioni di 15-19enni e circa 4 milioni di 60-64enni. Nel mercato del lavoro gli under 35, che nel 2004 rappresentavano circa il 34% degli occupati, nel 2023 sono scesi al 22-23%, mentre gli over 50 sono passati dal 21% a sfiorare il 40%.
È da questo squilibrio che parte il Position paper realizzato attraverso un percorso di ascolto e co-progettazione che ha coinvolto i giovani artigiani di tutta la regione e che mette sul tavolo una serie di proposte rivolte alle istituzioni, al sistema economico e alla stessa rappresentanza associativa, per affrontare una questione decisiva per il futuro del Veneto: come garantire il ricambio generazionale e rendere ancora possibile, per un giovane, scegliere di fare impresa.
La riflessione di Maierotti
“Il significato è semplice: i giovani che entrano nell’artigianato non bastano più a compensare l’invecchiamento dei titolari e questo può mettere in difficoltà la continuità delle imprese – continua Maierotti –. Con il nostro Position Paper vogliamo dimostrare che non ci limitiamo a registrare questo cambiamento, ma che vogliamo governarlo. Per farlo bisogna rendere attrattivo avviare un’impresa, ma anche garantire strumenti che consentano di trasferirla senza disperdere competenze, relazioni e quel saper fare che richiede decenni per essere costruito. Chiediamo meno burocrazia, strumenti economici per chi vuole avviare una nuova impresa e soprattutto un sistema che non costringa l’imprenditore esperto a uscire dall’azienda proprio quando il suo contributo può essere più prezioso”.
Non a caso il Position Paper individua nella continuità d’impresa e nel passaggio generazionale il suo primo pilastro.
Le richieste dei Giovani Imprenditori
Alla Regione Veneto, i Giovani Imprenditori chiedono che il “Fondo Staffetta”, con una prima dotazione di 400mila euro (“in attesa della delibera attuativa della Giunta per capire come si concretizzerà questa misura”), diventi il punto di partenza di un Programma Quadro Regionale permanente, superando la logica degli interventi una tantum. Alla Regione si chiede anche: di sostenere percorsi accompagnati di trasmissione d’impresa; di valorizzare il patrimonio economico e il capitale di competenze delle imprese, favorendo strumenti che ne facilitino la valutazione e l’incontro con potenziali subentranti; di sostenere la nascita e la progettazione delle nuove imprese, finanziando appositi percorsi; di facilitare l’accesso al credito delle MPI.
A livello nazionale si chiede di rendere sostenibile l’affiancamento del cedente al subentrante, riconoscendo la specificità dell’imprenditore pensionato che continua temporaneamente a operare nell’impresa trasferita per favorire la trasmissione delle competenze, e di prevedere a questo scopo un regime previdenziale dedicato



