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Clima, interrogazione di Martella sul volume di Belluno: «Nelle scuole servono evidenze scientifiche, non disinformazione»

Venezia, 25/09/2026 – «Abbiamo appena vissuto un’estate che ha mostrato quanto il cambiamento climatico sia già parte della nostra vita quotidiana. L’estate 2026 è stata la più calda mai registrata nell’Europa occidentale, mentre agosto è risultato il più caldo mai osservato a livello globale.

E di fronte a tutto questo che cosa facciamo? Portiamo nelle scuole tesi che ridimensionano il ruolo delle attività umane nel riscaldamento globale?».

Lo domanda il senatore Andrea Martella, che ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Istruzione e del Merito e dell’Ambiente sulla distribuzione nelle scuole superiori del Bellunese del volume Cambiamenti climatici. Scenari, sfide, soluzioni.

Al centro dell’interrogazione alcune affermazioni contenute nel contributo del presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto Giorgio Giacchetti. «Non siamo davanti a due interpretazioni scientifiche equivalenti – sottolinea Martella –. L’IPCC definisce inequivocabile il ruolo delle attività umane nel riscaldamento dell’atmosfera, degli oceani e delle terre emerse. Il CNR ha giudicato non coerente con le conoscenze attuali la tesi secondo cui il ruolo delle emissioni antropiche sarebbe trascurabile; e così università ed esperti di rilievo mondiale hanno espresso forti critiche o chiesto il ritiro di questo testo».

«La libertà della ricerca e il confronto scientifico – prosegue Martella – non sono in discussione. Ma non possiamo presentare agli studenti come equivalenti una posizione marginale e le conclusioni maturate attraverso decenni di ricerca internazionale. La scuola deve educare al pensiero critico, non confondere fatti accertati e opinioni. Lo dico anche alla Regione Veneto: non possiamo finanziare strategie di adattamento e lasciare contemporaneamente che nelle scuole circolino messaggi che confondono cause e responsabilità».

«Chiediamo quindi al Governo, coi suoi ministri competenti, di verificare come sia stata autorizzata la distribuzione del volume, di valutarne la sospensione cautelativa e di rafforzare nelle scuole un’educazione climatica fondata sulle evidenze e il consenso della comunità scientifica. Possiamo discutere delle soluzioni, delle politiche e dei tempi. Ma sarebbe irresponsabile promuovere confusione sui fatti», conclude Martella.