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Legambiente: lettera aperta – Il clima non è un’opinione. “Il confronto sulle strategie è necessario ma sui fatti scientifici consolidati non si può costruire una falsa narrazione”.

Martedì 22 settembre 2026 – Pubblichiamo di seguito la lettera aperta che il presidente di Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro, ha inviato oggi al sindaco del Comune di Belluno Oscar De Pellegrin, all’assessora all’Ambiente, Agricoltura, Protezione civile, Manutenzione parchi cittadini e verde pubblico del Comune di Belluno Lorenza De Kunovich, all’assessora all’Ambiente, Clima e Protezione civile della Regione del Veneto Elisa Venturini, all’assessora all’Istruzione, Formazione, Competenze e Cultura della Regione del Veneto Valeria Mantovan, All’Ordine dei Geologi della Regione del Veneto e alle redazioni dei quotidiani, delle testate giornalistiche online, delle emittenti radiofoniche e televisive del Veneto.

Nel volume “Cambiamenti climatici. Scenari, sfide, soluzioni” promosso e distribuito dal Comune di Belluno con il contributo della Regione Veneto, balzato agli onori delle cronache in questi giorni, vengono presentate affermazioni sulle cause del riscaldamento globale che risultano in contrasto con le conclusioni dell’IPCC, il principale e più autorevole organismo internazionale in materia di cambiamenti climatici.

Nel volume si trova infatti un contributo del presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto, Giorgio Giacchetti, nel quale si arriva ad affermare che l’aumento della temperatura al quale stiamo assistendo sarebbe «molto probabilmente» riconducibile a cicli climatici naturali di origine astronomica e non alle emissioni antropiche. È una conclusione scientificamente infondata, come hanno fatto notare anche il professor Carlo Barbante dell’Università Ca’ Foscari di Venezia – illustre esperto della materia – e il Dipartimento di Geoscienze insieme agli scienziati del Dipartimento Territorio e Sistemi agro-forestali dell’Università degli Studi di Padova, replicando a queste affermazioni nei giorni scorsi: l’aumento delle concentrazioni dei principali gas serra dall’epoca preindustriale ad oggi è inequivocabilmente causato dalle attività umane.

Il punto, per Legambiente, non è però mettere in discussione la libertà di esprimere opinioni, anche se apertamente in contrasto con il consenso scientifico prevalente. Il confronto delle idee è legittimo nel dibattito pubblico, ma la loro legittimità non può essere confusa con la loro fondatezza scientifica. E quando a promuovere e diffondere determinati contenuti sono le istituzioni pubbliche, non si tratta più soltanto di una questione di opinioni, ma di responsabilità istituzionale. Un’istituzione deve infatti distinguere con chiarezza ciò che appartiene al campo delle opinioni da ciò che è sostenuto dalle evidenze scientifiche. Una posizione minoritaria o personale può certamente essere espressa e discussa, ma non può essere presentata o accreditata dalle Istituzioni come scientificamente equivalente alle conclusioni dell’IPCC.

Questo principio assume un peso ancora maggiore quando la divulgazione si rivolge alle scuole e alle giovani generazioni: il pluralismo delle idee non può tradursi in una falsa equivalenza tra affermazioni che dispongono di livelli profondamente diversi di riscontro scientifico.

Pur salvaguardando il principio della libertà di espressione delle opinioni, ci preme quindi rilevare la carenza di responsabilità istituzionale da parte del Comune di Belluno che ha trasformato gli atti di un convegno in uno strumento di divulgazione per le scuole senza verificare la solidità scientifica dei contenuti prima di accreditarli. Per questo chiediamo al Comune di Belluno di sospendere la distribuzione del volume nella forma attuale e di provvedere a una rettifica scientificamente validata.

Chiediamo inoltre alla Regione del Veneto, agli assessorati competenti in materia di ambiente e istruzione che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, di vigilare con maggiore attenzione la concessione della propria immagine istituzionale. Le informazioni sottoposte a studenti e studentesse non possono essere scientificamente errate e ogni materiale destinato alle scuole dovrebbe essere sottoposto a un’adeguata verifica.

Un chiarimento è però – e soprattutto – necessario anche da parte dell’Ordine professionale dei geologi. L’autorevolezza del ruolo di Presidente conferisce alle parole di Giacchetti un peso che va oltre la semplice opinione personale. Pur condividendo l’urgenza di rendere il territorio bellunese più resiliente attraverso la prevenzione geologica, temi che il volume affronta meritatamente, riteniamo grave che a tali argomenti si affianchi una rappresentazione delle cause della crisi climatica priva di validazione scientifica.

Chiediamo quindi alle geologhe e ai geologi di Belluno e del Veneto di convocarsi, discutere nel merito e pronunciarsi pubblicamente, chiarendo se tali considerazioni rappresentino o meno l’Ordine. E qualora non vi si riconoscano, di richiamare il proprio presidente alla responsabilità della funzione che esercita e alla necessità di non utilizzare la sua carica professionale per sostenere opinioni personali su questioni climatiche che sconfinano dall’ambito della geologia.

Belluno ha bisogno delle competenze della geologia per affrontare dissesto, acqua, fragilità della montagna e adattamento climatico. Discutiamo allora delle soluzioni, volentieri e anche aspramente se necessario. Ma partiamo dai fatti e dalle migliori conoscenze scientifiche disponibili, non dalle opinioni personali.

Luigi Lazzaro

Presidente di Legambiente Veneto