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Comune di Belluno: ipotesi di una nuova poltrona di dirigente a fine mandato della giunta De Pellegrin

L’affondo di Resistere Veneto Belluno: “Meglio due impiegati o due operai piuttosto di un dirigente”

Belluno, 17 settembre 2026 – Voci di corridoio o reali manovre in vista? Nel dibattito politico bellunese si accende la polemica attorno a una presunta novità all’interno della macchina amministrativa comunale. Secondo quanto segnalato dal Comitato Resistere Veneto – Sezione di Belluno, l’amministrazione starebbe valutando la creazione di una nuova figura dirigenziale da inserire nell’organigramma, un innesto che andrebbe ad aggiungersi a quelli già esistenti.

A sollevare dubbi e perplessità è soprattutto la tempistica dell’operazione. Dalla Sezione bellunese del movimento fanno notare come questa mossa arrivi proprio nel semestre finale del mandato del sindaco, un momento in cui ci si asterrebbe solitamente da decisioni di tale portata strutturale ed economica. «Non sappiamo per quale area dirigenziale e non conosciamo quali siano le impellenti esigenze che spingerebbero il sindaco a una decisione del genere – denunciano dal Comitato –. Certo è che essa comporterebbe una modifica all’organigramma con un notevole impegno economico, anche per il futuro: crediamo che sul punto un chiarimento alla cittadinanza sarebbe opportuno».

La critica affonda poi le radici nei disservizi quotidiani lamentati dai cittadini, a partire dalle lunghe code agli sportelli e dai ritardi negli interventi sul territorio. Per Resistere Veneto, le priorità dell’ente locale dovrebbero essere ben altre, orientate a potenziare la base operativa piuttosto che i vertici.

Il ragionamento si sposta sul piano pratico e del buonsenso civico: per il cittadino comune, che ogni giorno fa i conti con la lentezza della macchina burocratica, due impiegati o due operai in più sono decisamente più utili di un nuovo dirigente. I fondi necessari per sostenere il costo di una nuova poltrona apicale – risorse che evidentemente trovano il modo di saltare fuori – potrebbero infatti essere impiegati in modo ben più produttivo assumendo nuovo personale tecnico-amministrativo.

D’altronde, i lunghi tempi di espletamento delle pratiche e le croniche latenze nelle manutenzioni vengono costantemente giustificati dagli uffici con la carenza di organico. Una criticità strutturale che, come evidenziano dal comitato, «di certo non si risolverebbe con un dirigente in più», bensì immettendo forze fresche là dove c’è reale bisogno di sbrigare pratiche e dare risposte concrete alla cittadinanza.

La palla passa ora all’amministrazione, chiamata a fare chiarezza e a dare risposte su un’ipotesi che rischia di alimentare ulteriormente lo scontro politico sulle priorità di spesa del Comune.