AccueilTravail, Économie, TourismeMorti sul lavoro Veneto gennaio-luglio 2026: 66 vittime, +4,8% rispetto al 2025

Morti sul lavoro Veneto gennaio-luglio 2026: 66 vittime, +4,8% rispetto al 2025

La Regione Veneto resta in zona arancione, seconda in Italia per numero di decessi

Tre province su sette in zona rossa: a Padova, Belluno e Treviso i lavoratori rischiano di più. Una vittima su tre è di origine straniera.

“I primi sette mesi del 2026 fotografano una realtà ancora critica. La regione resta in zona arancione e il quadro non può essere letto in chiave rassicurante: l’incidenza della mortalità è ancora superiore alla media nazionale e, rispetto al 2025, aumentano sia le vittime sia le denunce di infortunio. Il dato provinciale conferma un territorio ancora esposto a livelli di rischio elevati, con Padova, Belluno e Treviso in zona rossa. Particolarmente rilevante è anche il peso dei lavoratori stranieri, che rappresentano oltre il 35% dei decessi registrati in regione. Appare dunque urgente analizzare le falle del sistema della sicurezza in regione e intervenire tempestivamente per invertire l’andamento delle morti sul lavoro”.

Questa la prima riflessione dell’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, sui dati dei primi sette mesi del 2026.

 

IL RISCHIO DI MORTE IN VENETO A LUGLIO 2026: TRE PROVINCE SU SETTE IN ZONA ROSSA

Per individuare le aree più a rischio dell’Italia e del Veneto sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio mestrino elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza di mortalità.
La zona arancione, nella quale si colloca il Veneto, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro al di sopra della media nazionale.

A fine luglio 2026, il rischio di infortunio mortale in Veneto (20 morti per milione di occupati) risulta ben superiore rispetto alla media del Paese, pari a 17,8.

Padova fa rilevare il dato più preoccupante (indice pari a 22,9) e si colloca in zona rossa insieme a Belluno e a Treviso (22,7). In zona arancione troviamo Vicenza e Rovigo (20,8), mentre in zona gialla ci sono Verona (16,6) e Venezia (15,9).

INFORTUNI TOTALI MORTALI A FINE LUGLIO 2026

Sono 66 i decessi rilevati a fine luglio 2026 (3 in più del 2025), 44 dei quali registrati in occasione di lavoro (1 in più dello scorso anno) e 22 in itinere (2 in più dello scorso anno). Si contano 15 vittime in provincia di Treviso, 13 a Padova, 11 a Venezia, 10 a Verona, 9 a Vicenza, 5 a Belluno e 3 in provincia di Rovigo.

DENUNCE DI INFORTUNIO TOTALI A LUGLIO 2026: IN AUMENTO DEL 2,4%

Alla fine di luglio 2026 le denunce di infortunio totali risultano in aumento rispetto al 2025: nei primi sette mesi dello scorso anno erano 42.431 e ora sono 43.458.

La provincia di Verona registra il numero più elevato di denunce totali di infortunio (8.672), seguita da: Padova (8.470), Vicenza (8.206), Treviso (7.608), Venezia (7.492), Belluno (1.747) e Rovigo (1.263).

 

INFORTUNI PER GENERE E NAZIONALITÀ NEI PRIMI SETTE MESI DEL 2026

Sono 14.607 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (11.473 in occasione di lavoro) e 28.851 quelle degli uomini (25.205 in occasione di lavoro).

Le denunce dei lavoratori stranieri ammontano a 11.653, delle quali 9.735 si sono verificate in occasione di lavoro. Su 66 lavoratori deceduti in regione, 24 sono vittime straniere (oltre il 35% del totale).

L’ATTIVITÀ MANIFATTURIERA RESTA IL SETTORE PIÙ COLPITO

Alla fine di luglio 2026 le Attività Manifatturiere si confermano al primo posto per numero di denunce di infortunio in occasione di lavoro (7.691). Seguono i settori: Costruzioni (2.687), Commercio (2.341), Trasporto e Magazzinaggio (2.047) e Sanità (1.975).

COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

LA ZONIZZAZIONE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale
Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale
Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale
Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale