Cortina d’Ampezzo (BL), 04 – 09 – 2026 Sono gravi le condizioni di un alpinista di Biella precipitato una ventina di metri dallo Spigolo Zero, via di arrampicata sul primo Pilastro della Tofana di Rozes.
Verso mezzogiorno è dieci la Centrale del 118 è stata contattata da una guida alpina, che si trovava sullo stesso itinerario e che aveva lanciato l’allarme, giunto anche da una persona, che dal ghiaione sottostante sentiva provenire urla di aiuto dalla parete.
Primo di cordata, il 68enne di Occhieppo Inferiore era volato per una ventina di metri impattando sulla roccia, rompendo il caschetto nell’urto e rimanendo a testa in giù privo di coscienza. Raggiunto dalla Guida alpina, che lo ha sollevato e raddrizzato, l’alpinista è stato preso in carico dal medico di Falco 1, calato sull’infortunato dal tecnico di elisoccorso, che aveva attrezzato un apposito ancoraggio dopo essere sceso poco sopra. Prestate le prime cure e stabilizzato, il rocciatore è stato issato a bordo con un verricello di 60 metri. Anche la compagna è stata poi recuperata con la stessa modalità. Il ferito, con un possibile grave trauma cranico, è stato trasportato all’ospedale di Treviso.
Recuperate due cordate in Tofana e sulle Tre Cime di Lavaredo
Belluno, 04 – 09 – 2026 Ieri sera poco prima delle 20 due alpinisti polacchi hanno contattato la Centrale del 118, poiche erano in difficoltà sulla Grande delle Tre Cime di Lavaredo. L’elicottero di Treviso emergenza, fatto intervenire in loro aiuto, ha tentato di avvicinarsi, ma le forti raffiche di vento ne hanno precluso l’operatività. In contatto telefonico con gli scalatori, il tecnico di Centrale ha spiegato la situazione, verificando la loro possibilità di bivaccare in parete e suggerendo un punto dove potersi riparare durante la notte, per poi appurare alle prime luci se potevano rientrare autonomamente o se necessitassero ancora di supporto. Questa mattina, quando la risposta è stata che avevano ancora bisogno, alle 7.30 è decollato Falco 2, che li ha individuati sulla Cengia circolare poco sotto la cima. I due alpinisti sono stati issati a bordo dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 40 metri. Una volta sbarcati al Rifugio Lavaredo per un controllo sanitario, uno dei due ha detto all’equipaggio che ieri, durante la scalata dello Spigolo Dibona, era volato 25 metri. Avendo riportato probabili contusioni alla schiena, l’infortunato è stato quindi trasportato per i controlli del caso all’ospedale di Belluno.
Attorno alle 21 la Centrale del 118 aveva inoltre iniziato a ricevere delle segnalazioni di luci provenienti dalla Tofana, dal gestore del Rifugio Dibona e da altri testimoni, che temevano trattarsi di richieste di aiuto. Il Soccorso alpino di Cortina si era recato sul posto senza più vederle, salvo poi ricevere ulteriore conferma verso le 21.45, quando i Vigili del fuoco avevano informato il Suem della ricezione di un messaggio d’allarme Garmin, con coordinate posizionate in quota. Di rientro da Auronzo, l’eliambulanza di Treviso è quindi volata verso la cima, trovando tre alpinisti canadesi bloccati sugli ultimi tiri del Primo Spigolo alla Tofana di Rozes. I tre ragazzi sono quindi stati issati a bordo dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 30 metri. Due scalatori erano illesi, la terza, una ragazza, si era invece fatta male a una caviglia. Verso l’una meno un quarto, tutti e tre sono stati lasciati in piazzola al Codivilla, dove si trovava pronto in supporto il Soccorso alpino, una cui squadra era salita poco prima a recuperare un’escursionista polacca che si era fatta male a un piede scendendo dal Rifugio Vandelli. I soccorritori l’avevano raggiunta in fondo alle scalette, le avevano immobilizzato l’arto e l’avevano caricata in barella, per poi trasportarla a valle assieme al compagno e condurla, alle 23, in ospedale.
Alpinisti recuperati in Tofana con 90 metri di verricello
Cortina d’Ampezzo (BL), 04 – 09 – 2026 È stato necessario calare con il verricello una lunghezza di 90 metri il tecnico di elisoccorso, per riuscire a recuperare la coppia di alpinisti svizzeri, rimasti incrodati al di fuori del tracciato della via Eötvös- Dimai, sulla Tofana di Rozes. I due, un uomo e una donna trentenni, avevano chiamato il 118 verso le 17.20 poiché arrivati sul punto in cui l’itinerario alpinistico si sposta a sinistra verso gli ultimi tiri più esposti, loro erano andati avanti dritti incrodandosi sulla parete strapiombante. Al telefono avevano spiegato di trovarsi circa 200 metri sopra il secondo anfiteatro, a una quota di 3mila metri, inviando le coordinate del punto in linea con quanto descritto. L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha quindi effettuato una ricognizione individuandoli. È poi sceso a fare campo base al Rifugio Dibona, lasciando a terra equipe medica e materiale, per poi riprendere quota e provvedere al recupero dei due alpinisti, calando il tecnico di elisoccorso, che li ha assicurati uno alla volta e issati a bordo. Gli scalatori, che erano illesi, sono stati lasciati al Rifugio.
Poco prima delle 13 il Soccorso alpino di Cortina è stato attivato per un’escursionista olandese che si era fatta male alla spalla lungo il sentiero del Col dei Bos. I soccorritori della Guardia di finanza hanno raggiunto la donna che era in compagnia di un’altra persona, e l’hanno trasportata al Codivilla. Una seconda squadra è intervenuta all’altezza dei ruderi della Grande Guerra nella zona del Faloria, da dove aveva chiamato un turista ungherese, in difficoltà e agitazione poiché si trovava fuori dal sentiero 212, in un punto di terreno instabile. Una volta dall’uomo i soccorritori lo hanno riaccompagnato a valle.
Falco 2 è volato sul sentiero Bonacossa, sui Cadini di Misurina, per un escursionista israeliano di 43 anni, che non riusciva più a proseguire per uno stiramento al polpaccio. Sbarcato in hovering il tecnico di elisoccorso è stato poi issato a bordo assieme all’infortunato, preso in carico dall’equipe medica e trasportato all’ospedale di Belluno. Una squadra del Soccorso alpino di Auronzo si è mossa in supporto all’ambulanza, per un incidente ciclistico. Partiti in due in mountain bike da Misurina, passando per Col de Varda e Rifugio Città di Carpi, al momento di scendere per la Val d’Onge uno dei due ciclisti tedeschi era caduto a terra, sbattendo un gomito. I due avevano proseguito a piedi riuscendo ad arrivare fino al Cason de la Crosera, dove sono stati raggiunti dai soccorritori.



