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Fondi idroelettrici, fatti, non propaganda. Bortoluzzi: la Provincia si svegli e pretenda dalla Regione i 40 milioni che spettano ai bellunesi

Belluno, 04/09/2026 – “La situazione legata alle risorse dell’energia gratuita idroelettrica sta prendendo una piega inaccettabile. Parliamo della Deliberazione della Giunta Regionale n. 1501 del 16 dicembre 2024 (relativa all’esercizio 2023), una direttiva chiara che riconosce alla Provincia di Belluno il 100% dell’energia gratuita afferente al proprio territorio, trasformata in risorse economiche con norma regionale. Nelle casse della Regione Veneto giacciono oggi circa 40 milioni di euro, versati dai grandi concessionari (in primis Enel) a seguito degli arretrati e delle battaglie legali che anche la Provincia ha scelto di sostenere al fianco di Venezia nel 2025”.

Lo afferma Massimo Bortoluzzi, già consigliere provinciale delegato al Demanio Idrico della Provincia di Belluno

“Questi soldi, che sono cosa diversa e ulteriore rispetto ai canoni idrici che la Provincia già percepisce e sono stati adeguati al nuovo conteggio del canone binomio, ci spettano di diritto. Le modalità di riparto sono già tracciate dalla DGR e dai regolamenti predisposti a livello provinciale con gli enti locali:
• 80% (Socio-sanitario): Risorse vitali destinate ai Centri Servizi Residenziali (CSR) e, tramite convenzione con l’ULSS 1 Dolomiti e la Conferenza dei Sindaci, all’estensione dei servizi sociali e sanitari territoriali.
• 5% (Unioni Montane): Fondi diretti per la valorizzazione del territorio montano.
• 15% (Interventi specifici): Supporto al polo logistico di Protezione Civile, aiuti alle attività economiche delle zone lacustri colpite dal secca-bacini, contributi alle famiglie indigenti, efficientamento energetico delle scuole superiori e abbattimento dei costi degli abbonamenti al Trasporto Pubblico Locale (TPL) per gli studenti.

Nonostante il quadro sia definito, in territorio bellunese non è ancora arrivato un singolo euro. Ciò che sconcerta è la passività dell’attuale amministrazione provinciale. Com’è possibile che non vi sia alcuna pressione forte e decisa della Provincia nei confronti della Regione per lo sblocco immediato di queste somme?
È del tutto inutile riempirsi la bocca con i concetti di autonomia, di specificità o di applicazione della Legge Regionale 25, se poi di fronte a risorse già stanziate e incassate non si dimostra il coraggio politico di prenderle e redistribuirle a chi ne ha urgente bisogno. La gestione del territorio si fa con la fermezza, non con il silenzio.

Come ex consigliere provinciale con delega al Demanio Idrico — ruolo che ho ricoperto con dedizione fino all’inizio del 2026 —, ho condotto insieme all’assessore regionale di riferimento Gianpaolo Bottacin battaglie serrate per affermare il principio che la ricchezza generata dall’acqua bellunese deve ritornare ai cittadini bellunesi. Quegli accordi e quelle delibere sono stati il frutto di un lavoro duro e rigoroso in primis dalla Regione e sostenute dalla Provincia.
Oggi assistiamo a uno stallo ingiustificato. Il rischio reale è che certe dinamiche sfuggano di mano, lasciando le nostre case di riposo, le famiglie vulnerabili, gli studenti e la Protezione Civile privi di supporti già stabiliti per legge, peraltro con risorse disponibili nelle casse regionali.

Oggi non serve rifugiarsi dietro ai proclami sul futuro rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche. Il rinnovo è un tema strategico che va affrontato, ma nel frattempo dobbiamo portare a casa ciò che è già nostro.
È giunto il momento di fare squadra, superare le timidezze istituzionali e chiedere con fermezza che la Regione trasferisca senza ulteriori rinvii i 40 milioni spettanti al Bellunese. Serve uno scatto d’orgoglio e un’azione decisa: il nostro territorio e le sue fasce più deboli non possono più attendere”.