“Alcuni giorni fa ho recapitato al Prefetto di Belluno una lettera sottoscritta da alcuni cittadini con la quale si chiede l’interessamento per la situazione della valle del Mis. La lettera è accompagnata da dodici pagine di fotografie che illustrano la situazione. Dopo la sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni riunite ( n.19389 del 09.11.2012) che intimava il ripristino dei luoghi, poco è successo ed ora la valle si trova in un desolante stato di abbandono”.
Lo scrive Corrado Campedel, portavoce del Comitato per la tutela degli usi civici di Tiser, per denunciare l’inerzia
“Veneto strade ha eseguito lavori di sistemazione del manto stradale – prosegue Campedel – ma non sono stati eseguiti lavori di ripristino delle barriere di protezione. Gli squarci e le opere eseguite sono ancora in bella mostra e giorno per giorno diventano sempre più pericolose per la pubblica incolumità. Tutto “pende” sotto la diatriba delle responsabilità. Il danno ambientale comunque c’è ed è nostro parere che dovrebbe essere subito sanato a prescindere da chi poi pagherà. Ci sono nomi e cognomi di chi ha voluto e assecondato l’operazione.
Per tutti coloro che vorrebbero dimostrare il loro appoggio all’iniziativa e alla lettera inviata al prefetto e che non hanno potuto di persona sottoscrivere – conclude Campedel – abbiamo istituito un indirizzo mail ” centralimis@gmail.com” scrivete e non mancheremo di dare conto delle mail giunte”.
http://www.ambientediritto.it/home/giurisprudenza/corte-di-cassazione-civile-sezun-09112012-sentenza-n19389
Ecco il testo della lettera indirizzata al prefetto di Belluno.
Oggetto: Valle del Mis Comune di Gosaldo – Situazione a seguito sentenza della Corte di Cassazione n.19389 del 9.11.12 di annullamento autorizzazione per la realizzazione di una centrale idroelettrica.
Chi vive o si trova oggi a passare per la valle del Mis ha modo di verificare di persona la grave situazione instauratasi a seguito della sentenza su citata. A distanza di quasi due anni dalla sentenza, qui il tempo pare essersi fermato, sono ancora ben visibili gli effetti devastanti operati in corso dei lavori di cui al titolo: Veneto Strade ha eseguito la sistemazione del fondo stradale, si direbbe in via provvisoria, ma restano da ripristinare diversi tratti di barriere di protezione, parapetti ecc.; lungo la carrabile inoltre sono ancora presenti mucchi di inerti e/o materiali che forse appartengono alla ditta costruttrice la quale sta utilizzando la valle come una sorta di magazzino privato venendo di tanto in tanto a prenderne porzioni o parti. Le recinzioni delle zone interessate dai lavori sono ora in disfacimento e ovunque sono presenti ferri, senza protezione, pericolosi per la pubblica incolumità, reti, divelte e smembrate con pezzi che si disperdono ovunque». E ancora: «I lavori iniziati sono in completa dismissione e lasciano aperti crateri, opere provvisionali, ferri, pietre, mucchi di materiali, e quant’altro deturpando la vista oltre a rendere pericolosa la zona». I pericoli non sono neanche segnalati e i volontari, temendo «ripercussioni anche legali non intervengono alla pulizia e al riassetto dei luoghi». La zona è di elevato pregio ambientale, Sic e Zps, oltre che Parco dunque «meriterebbe maggiore attenzione e di essere subito rimessa in posto a prescindere dalle questioni relative alle responsabilità su quanto accaduto. Pagheranno poi i soggetti ai quali sarà attribuita la responsabilità oggettiva di aver permesso tutto ciò. Regione, Parco e gli attori del progetto annullato, a nostro parere, non possono ora esimersi dall’intervenire immediatamente al fine di ripristinare i luoghi.


