Marghera, 11 ottobre 2018 – Convocare immediatamente un tavolo tra le Regioni firmatarie dell’accordo di bacino padano per l’attuazione di misure congiunte per il miglioramento della qualità dell’aria, e le associazioni di categoria, affinché i provvedimenti possano assumere il massimo livello di omogeneità in tutto il territorio del bacino, e, in un’ottica di programmazione e con visione prospettica, per approntare e rendere operativo uno strumento pluriennale adeguato, volto a favorire la sostituzione degli autoveicoli più inquinanti, che abbini un significativo contributo in conto capitale con interventi finanziari adeguati.
Questa è la proposta scaturita da un vertice di CNA FITA, associazione dei trasportatori artigiani, di Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, svoltosi a Milano per affrontare il caos nato dall’applicazione dei divieti di circolazione antismog, diversi per tipologia, durata e deroghe da Regione a Regione e tra i comuni delle diverse regioni, ma uguale nell’impedire l’utilizzo di veicoli a trazione diesel euro 3 ed inferiori.
“Abbiamo calcolato che gli incentivi alla rottamazione tanto sbandierati in questi giorni per dare un contentino alle imprese, darebbero 3 euro a impresa, se tutte quelle che hanno un veicolo della fascia vietata decidessero di rottamarlo e comprarne uno nuovo. Noi non abbiamo bisogno di propaganda, ma di misure vere, che consentano il rinnovo del parco macchine ed una boccata di ossigeno per l’ambiente e i cittadini”, commenta Sergio Barsacchi, segretario regionale di CNA FITA Veneto.
Valutato che le misure applicate interessano un territorio che da solo produce il 50% del Pil nazionale e dove vivono 23 milioni di persone e che quest’anno i veicoli interessati al blocco della circolazione ad ore passeranno da 1,7 milioni del 2017 a 2,8 milioni, e pur condividendo la necessità di politiche per la riduzione dell’inquinamento atmosferico, i rappresentanti delle piccole e medie imprese ritengono che non debba cadere tutto il peso dei divieti sulle spalle di artigiani e piccoli imprenditori che utilizzano i mezzi per il proprio lavoro.
“I presupposti per onorare tutte le esigenze di salvaguardia ambientale e di diritto al lavoro ci sono. Basta applicare omogeneamente poche deroghe per consentire alle aziende di continuare ad essere operative anche nelle città soggette al provvedimento e per permettere la graduale sostituzione dei mezzi nei tempi e nelle modalità adeguate con adeguate risorse disponibili, soprattutto per le imprese che svolgono attività di servizio ai cittadini e alla comunità, interventi urgenti o correlati a reperibilità e manutenzione di immobili o impianti, trasporto merci in conto terzi, lavoratori residenti in luoghi non serviti da mezzi pubblici”, afferma Sergio Barsacchi.
Scheda di confronto tra le regioni sulle limitazioni 2018
| Regione
| Parco mezzi interessato | Comuni interessati | Orari di limitazione | Livelli 1 e 2 |
| Piemonte | 190.984 commerciali
euro 0,1,2,3 500.000 privati euro 0,1,2,3 | 26 comuni sopra i 20.000 e città metropolitana di Torino | 8,30-18,30
Blocco totale per N1-2-3- euro 0,1,2 per 24 H | euro 4 solo dopo 10 gg di sforamento |
| Veneto | 179.643 commerciali
euro 0,1,2,3 | Comuni sopra 30.000 abitanti | 8,30-18,30 | Blocco totale solo dopo 10 gg di sforamento |
| Lombardia | 160.000 commerciali
420000 privati euro3 | 570 comuni sopra 30.000 abitanti | Fasce orarie
lun-ven 7.30-19.30 per €3 ottobre marzo lun-ven 7.30-19.30 benzina 0 e euro 0,1,2 lun-ven 7.30-19.30 Motocicli e ciclomotori Due Tempi Euro 1 Motocicli e ciclomotori Due tempi euro 0 tutto l’anno | DOPO 4 GIORNI CONSECUTIVI
Autovetture private Diesel fino a euro 4 compreso, dalle 8.30 alle 18.30
veicoli commerciali Diesel fino a euro 3 compreso, dalle 8.30 alle 12.30 |
| Emilia Romagna | 170.000 commerciali
euro 0,1,2,3 | 15 comuni sopra 30.000 abitanti | 8,30-18,30 lun-ven | Blocco totale per 4 gg di sforamento fino a nuova rilevazione |


