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lunedì, Aprile 20, 2026
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Un altro supermercato? No grazie

“ Unitevi, pianificate, ma soprattutto osate”, “Belluno è una città bellissima, a misura di uomo, consente di vivere in un modo umano e ha grandi potenzialità. Ma vedo un’assenza di coraggio di osare” così parlava il sig. Roberto Chemello non più tardi di sette mesi fa. E ora, ora ci presenta il più classico dei vecchi piani edilizi: scialbi spazi commerciali e abitazioni.
Dov’è finito il tanto richiamato “coraggio di osare”? Dov’è la novità, l’innovazione che dovrebbe dare quel “quid pluris” al centro cittadino?
Come sempre tra il dire e il fare, c’è di mezzo … sempre l’affare o presunto tale.
Quando capiremo che il “centro” non si qualifica con operazioni tal fatte; un nuovo supermercato, a fronte di qualche minimo spostamento di flussi dai supermercati periferici, determinerà solamente un’ulteriore crisi degli ormai pochi negozi alimentari rimasti, se non anche di altri prodotti, come succede sempre là dove arriva la grande distribuzione, con buona pace della “specificità” e qualità che dovrebbe, invece, offrire un centro storico appetibile.
Come non c’è sicuramente bisogno di altri immobili a uso direzionale (studi e/o uffici) o abitativo considerata la già grande disponibilità di tali immobili in gran quantità sfitti.
Se si vuole veramente ripopolare e rivitalizzare il “centro” e farlo diventare anche un “attrattore” turistico bisogna far sì che questo “benedetto centro” sia in grado di offrire qualcosa di nuovo e diverso.
Allora: sviluppare un piano pluriennale di recupero di tutti gli immobili esistenti, destinandoli alla residenzialità e all’insediamento di attività artigianali e commerciali di qualità, agendo con tutti gli incentivi possibili e immaginabili; fare una forte azione di marketing per e con tutte le categorie professionali interessate; rivedere con coraggio il “Piano Urbano della Mobilità” sono scelte ormai sempre più urgenti e non più rinviabili, e non basta più tacitare il tutto con il solito ritornello elettoralistico del progetto sulla “riqualificazione urbana” la cui partenza è ancora di là da venire.
Ritornando all’area dell’ex ospedale, allora, potrebbe essere molto più utile collocare in quegli spazi una serie di strutture (ad es.: una “arena” coperta spazio polifunzionale per concerti, spettacoli teatrali e cinematografici, festival e rassegne varie; un piccolo “Hotel di Charm” con annessa SPA; uno spazio commerciale e di ristoro dedicato esclusivamente alle specialità bellunesi, ecc.) capaci di fornire tutta una serie di servizi utili allo svago e intrattenimento dei residenti e dei turisti che, altrimenti, non avrebbero nessun motivo di vivere e/o visitare la città.
Questo si significa e sarebbe OSARE, ma ci vuole coraggio, forse troppo per la classe imprenditoriale nostrana.
M5S Belluno

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