“La rivoluzione 4.0 è la vera sfida del mondo produttivo bellunese, per questo dobbiamo farci trovare pronti anche a gestire l’impatto sociale del cambiamento”.

Ne è convinto il senatore Giovanni Piccoli che venerdì sera all’Astor di Belluno ha incontrato cittadini e imprenditori per parlare della Strategia 4.0 e delle ricadute che potrebbero esserci – anche nel medio periodo – in un territorio come quello bellunese.
“Siamo solo all’inizio della Quarta rivoluzione industriale, quello che sappiamo è che sarà più veloce delle altre. Siamo arrivati a un punto di non ritorno dell’evoluzione tecnologica – digitalizzazione, internet delle cose, robotizzazione – e dobbiamo rivedere le regole del gioco”, ha affermato Piccoli.
Con il senatore anche Marco De’ Francesco, giornalista di “Industria Italiana”, che ha ribadito la necessità di fare chiarezza sugli strumenti a disposizione delle imprese e di semplificare al massimo la Strategia in modo che tutti possano comprenderla a fondo per coglierne sfide e opportunità.
Sulla “sfida formativa” si è invece soffermato Michele Talo, direttore del Centro Consorzi: “Ci sarà l’esigenza di formare nuove professionalità”, ha detto Talo. Concetto ribadito anche dall’avvocato Raffaele Addamiano, moderatore della serata.
Nel Bellunese la questione è ancora più delicata: “Siamo la provincia con il maggior tasso di occupati nel settore manifatturiero, proprio quello che sarà investito dal cambiamento. Nel Bellunese 4 lavoratori su 10 lavorano in fabbrica, quasi il doppio della media europea”, ha sottolineato Piccoli, per cui le azioni da portare avanti sono essenzialmente due: primo, formare le nuove generazioni e accompagnare la riqualificazione professionale, secondo, allargare i benefici di Industria 4.0 anche alla sfera sociale: “Penso agli anziani in un territorio polverizzato come il nostro. Il cambiamento tecnologico dovrà anche avere un’anima e in questo la politica, a partire da quella locale, dovrà avere un ruolo da protagonista”.


