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Camere di Commercio. Bellot: “Sia fermata l’emorragia che continua a togliere presidi dal territorio”

Raffaela Bellot, senatrice (Fare!)
Raffaela Bellot, senatrice (Fare!)

“È vero che sono sempre le solite aree a pagare, questo deve finire. Situazione Camera Commercio è l’ennesimo caso: già chiesto in più sedi intervento al Governo. Nessuna apertura.”

La senatrice Raffaela Bellot interviene nel dibattito relativo agli accorpamenti delle Camere di Commercio, riportato all’attenzione della cronaca in questi giorni dalle affermazione partite dalle rsu.

Su un punto la Senatrice è perfettamente concorde con le rsu: è necessario che il depauperamento continuo e progressivo che la provincia di Belluno continua a subire venga arrestato.

“Continuano a pagare sempre le zone territorialmente svantaggiate. La logica con cui si creano e si applicano le regole restano quelle della pianura. Il concetto di specificità continua ad essere un guscio vuoto: esiste ma non contiene i mezzi per darsi una forma. Fino a che le logiche resteranno quelle dei grandi numeri e non quelle dell’efficientamento dei costi e della tutela delle realtà specifiche, questa emorragia non sifermerà, anzi crescerà e si porterà via paesi, industrie, artigiani, cittadini, tutto.”

Da sempre il lavoro della Bellot è fortemente incentrato sui temi della garanzia e del rispetto delle specificità, con interventi che spaziano dalle richieste per il settore primario, all’istruzione, dalla sanità alle politiche sociali, dall’industria al settore turistico.

Sulla situazione delle Camere di Commercio la senatrice tosiana specifica: “Il tema è da tempo oggetto di discussione tra me e il Governo, ma ogni richiesta è stata fermamente respinta.

Respinto, ad esempio, richiesta di deroga per le provincie interamente montane (atto del Senato n.1577), ancora prive di risposta invece le richieste dello scorso 25 luglio, in cui chiedevo lumi sulle sorti del personale in esubero e provvedimenti affinchè risparmi nati da tagli sul terrirorio vengano reinvestiti nel territorio che risparmia, nell’ottica di una spending rewiev virtuosa per il bellunese.

Se la provincia di Belluno crea risparmi rinunciando (forzatamente) ad una parte dei suoi uffici, quel risparmio deve come minimo essere lasciato a Belluno e reinvestito nel bellunese. Non è più sopportabile che i tagli alle zone periferiche vadano ad arricchire il centro. Ci hanno stracciato la richiesta di autonomia, ci hanno dato la Delrio, si ricordino di mettere i fondi per dare vita almeno a quella e accolgano le richieste di deroga da parte di quelle provincie cui la legge riconosce, al momento solo sulla carte, diritto di tutela. Ma resta sempre un palliativo. È l’approccio a tutto il territorio che va modificato. Non è chiaro a tutti – chiude la Bellot- che questo approccio porta dritto all’atrofizzazione e alla morte di tutto ciò che non è a ridosso del cento?”