In attesa del Ferragosto, che si fa in montagna? Quando il meteo lo permette e non c’è troppa folla ad assalire le vette, si pratica un po’ di trekking e si sale sulle vette. Questa estate si riconferma piacevole come sempre e gli amici mi hanno invitato su in Val Canzoi. Dicono che ci sono delle escursioni organizzate a tema fotografia. La giusta occasione per rispolverare la mia reflex che non uso da tempo: uno dei miei piccoli investimenti….a fondo perduto.
La cooperativa Mazarol e il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi propongono una serie di escursioni giornaliere e di trekking di due giorni dedicati alla fotografia naturalistica. Immagino interessante: il prossimo è previsto per il 13 agosto. Un giorno a contatto con la natura, fauna e flora locali e a cercare i passi della volpe e le fresche acque. Certo bisogna prenotare e organizzarsi per essere puntuali alle ore 9,00 al Centro di Educazione Ambientale del Parco in Val Canzoi, Cesiomaggiore (BL): se non c’è posto, si può bissare la domenica 2 ottobre, con i colori dell’autunno tra alberi e rocce.
La fotocamera è già pronta, scheda nuova con i giga giusti e si parte. In realtà sono in anticipo di qualche giorno a casa degli amici e allora che fare?
Visto che ha rinfrescato da qualche giorno e che non si prevede proprio un meteo sereno, si sta in cucina con la G* che insegna a preparare qualche ricetta tipica di qua, delle valli del Bellunese. Io che non son proprio quella che si dice cuoca esperta, preferirei leggermi l’ultimo romanzo del mio scrittore preferito o scrivere qualcosa del mio ultimo viaggio, ma G* insiste, non molla e io cedo poco dopo, prendendola con la giusta ironia. “Ci prepariamo una torta?” dice G* sempre più convinta. “Ci sto – dico io – ma non di quelle con creme e cremine, facciamo una cosettina semplice da prima colazione!”. G* storce il naso, sbuffa, impreca sottovoce, ma poi ci sta e mi dice che farà una ricetta tipica della tradizione bellunese: la focaccia dolce, propria della tradizione regionale veneta e immancabile soprattutto in certi periodi dell’anno come quello pasquale e primaverile. Si comincia accompagnati dai rintocchi del campanile che battono le 11. Dopo circa una mezzoretta la cucina, specie dalla mia parte, è coperta da una sottile velo di farina e di zucchero a velo indispensabili ingredienti del dolce in questione. A metà percorso però mi distrae il solito cellulare che squilla mentre sto infornando la torta e mi fa perdere di vista e di mente l’orario. Son certa che brucerò tutto! Ai rintocchi del mezzogiorno la torta mi par pronta: una splendida ciambella intrecciata (in dialetto, “brazolà”). Lo stesso impasto, comunque, potrebbe esser cotto anche nella tradizionale forma rotonda. Qui sotto, per chi lo volesse, metto pure gli ingredienti… per la procedura, invece, fate a vostra fantasia.
Nel frattempo pregusto quale sarà la mia compagna di escursione per il prossimo trekking fotografico di sabato: la reflex? No no, non solo. Ci sarà l’immancabile fetta di torta che penserò ad innaffiare con due dita e più di rosso.
Bruna Mozzi
Ingredienti: 500 gr di farina 00, 2 uova, 50 g di zucchero, 50 di miele millefiori, 1 bustina di vanillina, 100g di burro morbido, 2,4 dl di latte tiepido, un cubetto di lievito di birra fresco (oppure una bustina di lievito di birra secco), un pizzico di sale, scorza di limone grattuggiato


