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Il Capitano della Sentinella, ritorna a Santo Stefano di Cadore 100 anni dopo la storica conquista del Passo della Sentinella

Mercoledì 10 agosto alle ore 20.45 alla Sala Conferenze Unione Montana Comelico-Sappada (ex scuole medie) a Santo Stefano di Cadore gli storici Walter Musizza e Giovanni De Donà racconteranno la storia di Giovanni Sala.

Giovanni SalaLa conferenza è collaterale alla mostra “Giovanni Sala – Il Capitano della Sentinella. Imprese di guerra e di pace di un grande alpino cadorino” in esposizione fino al 15 agosto nella Sala Consiliare del Municipio di Santo Stefano di Cadore.

Per gli appassionati di storia della I^ Guerra mondiale si tratta di un appuntamento da non perdere, corredato con foto d’epoca e il racconto della lunga preparazione dell’impresa avvenuta il 16 aprile del 1916, i tanti paradossi della quarantennale polemica con Italo Lunelli e molti aspetti sconosciuti e curiosi dell’intensa vita di un uomo che seppe dimostrarsi sempre esigente con gli altri, ma soprattutto con se stesso.

Una storia tipicamente italiana fatta di gloria, naja e burocrazia. Con finale a tarallucci e vino, che riconosce il merito al comandante, generale Venturi, al capitano Sala e all’aspirante ufficiale Lunelli.

 

La guerra

Siamo nell’aprile del 1916 in Val Fiscalina, Croda Rossa e Cima Undici, dove “centinaia di uomini salgono e scendono per canaloni e per cenge, e in esse hanno fissato dimora e vi hanno trasfuso la straordinaria vita di guerra. Tra le due moli, profondamente inciso, il Passo della Sentinella, una finestra che guarda da un lato oltre metà della Val Padola e, dall’altro, quasi metà della Val di Sesto. Da ciò la straordinaria importanza che esso presentava sia per gli austriaci che per gli italiani” come scrive Antonio Berti nel suo libro “Guerra in Cadore”. “

Dal 30 Gennaio ai primi di Aprile del 1916, gli alpini del capitano Giovanni Sala guidati dall’aspirante ufficiale Italo Lunelli (arruolato come volontario sotto la falsa identità di Raffaele Da Basso. In quanto trentino e dunque irredentista, una precauzione adottata per evitargli la fucilazione in caso di cattura o ritorsioni ai suoi familiari) occupano Cima Undici, fino alla forcella Dal Canton sovrastante il Passo della Sentinella. Un’impresa straordinaria sia a livello militare che alpinistico.

A metà aprile l’attacco. I due plotoni di alpini scalatori di Lunelli occupano Pianoro del Dito sovrastante il Passo dal versante nord, tenendo sotto controllo i rinforzi che salgono dal vallone. Mentre l’artiglieria di Creston Popera e le mitragliatrici della Croda Rossa tengono sotto tiro gli austriaci. Permettendo così la salita dei reparti del sottotenente Martini e contemporaneamente dalla Cima Undici scendono i Mascarboni (ossia gente rude, ardita) del capitano Sala. Un’impresa formidabile che però, nel dopoguerra e dopo la pubblicazione del libro di Sala “Guerra per crode”, da il,via ad una serie di polemiche.

Le polemiche nel dopoguerra

Giovanni Sala narra la conquista del Passo della Sentinella nel suo libro “Crode contro crode” e poi, nel 1933 insieme a Antonio Berti in “Guerra per crode”. Dove si attribuisce il merito dell’impresa. E questo non piace all’ex aspirante Italo Lunelli divenuto onorevole, il quale interessa l’Associazione Nazionale Volontari di Guerra che in un comunicato riportato dal Corriere della Sera del 25 luglio del 1933, “si duole profondamente che nel libro ‘Guerra per crode’ siano omessi caratteristici episodi che mettono nel miglior rilievo le difficoltà e il valore di questa vittoria italiana e che la disposizione delle varie parti della narrazione risulti impostata in guisa da diminuire le due verità fondamentali e cioè:

a) che la concezione del piano per l’occupazione di Cima Undici e la conquista del Passo della Sentinella e la direzione dell’operazione appartengono al generale Venturi;

b) che la conquista è merito precipuo ed individuale dell’aspirante ufficiale Lunelli.

Rileva inoltre che nel libro suddetto è stata ingiustamente vulnerata la figura di combattente volontario del sottotenente Lorenzoni, la cui azione apparisce diminuita e in parte omessa”.

A sostegno della tesi dell’Associazione Nazionale Volontari di Guerra scendono in campo anche alti ufficiali.

A mettere la parola fine alla polemica interviene il Ministero della Guerra, che conferma il parere già espresso dall’Associazione.

“L’onorevole Lunelli allora aspirante ufficiale degli alpini si coperse di gloria guadagnandosi la Medaglia d’oro al Valor militare – scrive il Corriere della Sera del I° dicembre 1933 – . Una recente pubblicazione del dottor G.sala e del dottor A.Berti suscitò un vivace dibattito per cui l’onorevole Lunelli ricorse all’Associazione Nazionale Volontari di Guerra per evitare che una incresciosa polemica (…) continuasse con sicuro pregiudizio della fama che circonda l’epica impresa e il buon nome dei combattenti italiani (…)”.

“Questo Ministero – prosegue l’articolo citando il verdetto – non può che associarsi alle conclusioni cui pervenne la presidenza dell’Associazione Nazionale Volontari di Guerra”. Si conferma quindi l’ideazione e la direzione dell’operazione al generale Venturi. Il merito principale all’aspirante ufficiale Lunelli. “L’opera del capitano Sala – afferma il Ministero – sia come dirigente e coordinatore dell’azione, sia come arditissimo partecipante alla conquista del Passo della Sentinella, merita di essere messa in rilievo, come difatti appare nel rapporto che accompagna la sua proposta di Medaglia d’argento al Valor militare.

La felice riuscita delle operazioni belliche esaminate – conclude la nota ministeriale – è quindi indubbiamente merito dei due valorosi ufficiali Lunelli e Sala (…).

(rdn)