
“Attenzione, c’è il rischio concreto di una illusione ottica, un miraggio estivo. Tanti dei soldi messi a disposizione formalmente dalle Province di Trento e Bolzano per le Aree di Confine sono pronti a ritornare a casa, altro che perequazione”.
A suonare l’allarme all’indomani della presentazione del piano 2016 dell’ex Fondo Odi è il senatore Giovanni Piccoli.
“Non vorrei disturbare i manovratori, ma è evidente che i fondi destinati al turismo, all’ipotesi del treno delle Dolomiti e alla Fondazione Unesco andranno ulteriormente a rafforzare i bilanci trentini e altoatesini. Leggo infatti di studi di fattibilità avanzati da società controllate di Bolzano e di piani di comunicazione “integrati”. Non posso che rimanerne stupito”.
“Spesso ci dimentichiamo una cosa, ovvero che Trento e Bolzano partono avvantaggiati: la cooperazione ha senso soltanto tra soggetti che sono sullo stesso piano”, afferma Piccoli.
“Faccio l’esempio del progetto “Vivere le Dolomiti” che vale quasi 6 milioni di euro: che beneficio ne trarrà Belluno e la nostra montagna? Siamo certi che il Bellunese – all’interno di una strategia promozionale integrata – possa avere le stesse chance di Trento e di Bolzano? Non vorrei fosse la classica zappa giù per i piedi”.
“Il fondo per le Aree di confine nasce per riequilibrare le condizioni di vita nelle zone contermini, non per dare ai bellunesi una Cinquecento e ai bolzanini una Ferrari”, la conclusione di Piccoli.


