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Inquinamento Pfas. Zanoni: “Non ci sono più alibi, la Regione può fissare in piena autonomia i tetti massimi di emissione di sostanze perfluoroalchiliche”

Andrea Zanoni, consigliere regionale Pd
Andrea Zanoni, consigliere regionale Pd

“Non ci sono più motivi per attendere oltre: la Regione del Veneto ha la piena facoltà e quindi il dovere di fissare i limiti di emissione di sostanze perfluoroalchiliche  i famigerati  Pfas”.

I consiglieri regionali veneti Andrea Zanoni, Francesca Zottis e Piero Ruzzante (Pd) e Cristina Guarda (Lista Moretti) in una  loro interrogazione alla Giunta regionale spiegano che “sulla base dell’articolo 101 del decreto legislativo n. 152/2006 e nell’esercizio della sua autonomia,  la Regione può definire valori limite diversi da quelli indicati dallo stesso decreto – spiegano i consiglieri –   Ciò significa che si possono pertanto indicare  tetti  per ogni sostanza inquinante e per gruppi o famiglie,  di sostanze affini sia in concentrazione massima ammissibile, sia in quantità massima per unità di tempo.  Recependo la direttiva europea 2014/80/Ue sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento, il Ministero dell’ambiente  ha definito i valori soglia sui PFAS elaborando uno schema di Decreto che è già stato inviato al Ministero dello Sviluppo economico e al  Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per la conclusione dell’iter”.

I numeri, dunque, ci sono e l’intero percorso ministeriale dovrebbe concludersi entro luglio di quest’anno “ma già oggi – spiega Andrea Zanoni, vicepresidente della Commissione Ambiente  – la Giunta regionale può muoversi in piena autonomia:  infatti con una propria lettera del 19 febbraio 2015 il Ministero aveva scritto a Palazzo Balbi  spiegando che,  una volta definiti gli standard di qualità ambientali per i PFAS, cosa che è appunto avvenuta con lo schema di decreto che ha recepito la Direttiva europea, la Regione  poteva definire autonomamente i limiti di emissione appunto in applicazione dell’articolo 101 del D.Lgs n. 152: non ci sono più alibi – ha concluso Zanoni – e ogni ulteriore ritardo non è più ammissibile”

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