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27 gennaio, Giornata della memoria. L’invito del presidente Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani

campo-concentramentoIl Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani, in occasione della giornata della memoria, istituita con Legge 20 luglio 2000, n. 211, intende ricordare le vittime dell’Olocausto, invitando le scuole a far leggere in ogni classe nelle prime ore gli articoli istitutivi di tale giornata.

In tale occasione, sarebbe opportuno ricordare tutte le stragi dei principali genocidi della storia, autentiche officine di morte e di morti, perseguiti con accadimento metodico “e in quantità industriale”: genocidio armeno; genocidio rom; indiani del Nord e Sud America; genocidio del Ruanda; genocidio dei Catari; genocidio ucraino; genocidio greco; Pol Pot in Cambogia; genocidio in Congo, etc.
In un’epoca così tormentata e ben lungi dall’essere pacificata, si pensi al progressivo sterminio di cristiani e musulmani moderati ad opera dell’organizzazione terroristica jihadista sunnita Boko Haram in Nigeria ancora in atto, è davvero necessario sensibilizzare le future generazioni circa i principi della tolleranza, della pace, della solidarietà, del rispetto reciproco e fra i popoli.
I giovani sono il nostro presente e il nostro futuro, l’energia pulita della società, le vedette della legalità, la loro educazione e formazione può contribuire a costruire le basi per un mondo libero e giusto in cui far riscoprire il fresco profumo della speranza e a cooperare per abbattere così le più alte mura dell’odio e dell’oppressione.
I Diritti Umani, come disciplina incentrata sulla comprensione dell’altro e della difesa della libertà individuale, possono costituire il veicolo più opportuno per la divulgazione di una maggiore consapevolezza civica e per la trasmissione di valori universali.
“Nessuno nasce odiando qualcun altro a causa del colore della pelle, o del suo background, o del suo credo. Le persone imparano ad odiare, e se imparano ad odiare possono anche imparare ad amare, perché l’amore è un sentimento molto più naturale del suo opposto.”(Nelson Mandela)

Prof. Romano Pesavento

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