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Referendum per la fusione dei Comuni in Alpago e Zoldo. Confindustria, Confartigianato, Appia Cna, Confcommercio e Confagricoltura invitano a votare sì

lavoro«Invitiamo i titolari delle imprese associate, i rispettivi dipendenti e, più in generale, tutti i cittadini coinvolti a votare a favore della fusione dei Comuni, un passaggio quanto mai necessario per la semplificazione amministrativa e, quindi, per la competitività del nostro territorio». E’ questo l’appello delle categorie economiche bellunesi, alla vigilia del referendum in programma domenica e convocato per l’istituzione dei nuovi comuni di ”Val di Zoldo” e “Alpago”, mediante la fusione degli attuali Comuni: rispettivamente Forno di Zoldo e Zoldo Alto e Farra d’Alpago, Pieve d’Alpago e Puos d’Alpago.

Confindustria Belluno Dolomiti, Confartigianato Imprese Belluno, Appia – CNA, Confcommercio, Coldiretti, CNA e Confagricoltura auspicano che i cittadini confermino la scelta delle proprie amministrazioni comunali e che altre realtà bellunesi intraprendano la medesima strada, al fine di giungere, autonomamente, a una significativa riduzione del numero dei Comuni, prima che questa scelta venga calata dall’alto.
«L’accorpamento dei piccoli municipi – fanno sapere in una nota congiunta le categorie economiche bellunesi – riguarda tutto il Paese ed è incentivato anche da specifiche normative: con il decreto legislativo 267/2000 c’è infatti l’opportunità di fondere una o più amministrazioni con vantaggi che sono diventati particolarmente interessanti dopo che la Legge di Stabilità ha previsto anche uno stop dell’omonimo patto per cinque anni e un incremento dei trasferimenti erariali del venti per cento. Inoltre, la legge regionale 18 del 2012 prevede, tra l’altro, che nel riparto delle risorse disponibili sia data preferenza per le fusioni rispetto alle forme associative, proprio con l’obiettivo di dare vita a un riordino territoriale non imposto dall’alto, ma scelto e condiviso con gli enti locali. Si tenta così di agevolare lo sviluppo volontario di forme avanzate di integrazione fra amministrazioni comunali, sia per un esercizio efficace ed efficiente delle funzioni, sia per rispondere all’esigenza di una “adeguatezza” anche dimensionale dei singoli comuni».
«In questo contesto anche normativo – proseguono le categorie economiche – tutti i sindaci bellunesi dovrebbero muoversi senza esitazioni e senza preoccupazioni campanilistiche, con la consapevolezza che anche la pubblica amministrazione, come le aziende private, devono adeguarsi ad un mondo che è in rapida e continua evoluzione. L’auspicio è dunque che i processi avviati in Zoldo e in Alpago si concludano positivamente e che anche in altre aree si proceda con determinazione in questa direzione. A tal proposito, avremmo preferito assistere all’unificazione dell’intero Alpago, anziché di soli tre Comuni».

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