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Sanità bellunese. Il Movimento 5 Stelle chiede di fermare le nomine dei direttori volute da Rasi Caldogno

5-stelle-beppe-grillo-130x130Com’è noto, il presidente della Regione Luca Zaia, a fine del 2015, ha nominato per un periodo di 5 anni rinnovabili per altri 5, in barba alla legge “Madia” (entrata in vigore il I° gennaio 2016), Adriano Rasi Caldogno alla guida della sanità provinciale.

Ora – sottolinea in una nota il Movimento 5 Stelle di Belluno –   pare che Rasi Caldogno abbia il benestare da parte della Regione sulla nomina dei direttori di Area Amministrativo, Sanitario e Sociale. La cosa che ha dell’incredibile è che sembra confermata in toto la Direzione Amministrativa e sanitaria dell’ULSS di Feltre. Ad esclusione del direttore dei Servizi Sociali, relegato all’Ulss di Feltre per i noti problemi avuti con i finanziamenti a Cooperative per scopi non esattamente istituzionali (leggasi creazioni di birrerie).

La cosa, a nostro avviso – prosegue la nota dei 5 Stelle –  crea qualche problema di opportunità e di merito.

Per quanto riguarda il merito osserviamo che i risultati di maggior rilievo dell’attuale dirigenza strategica feltrina risultano essere la cattiva gestione con i dipendenti della nota vicenda legata agli incentivi di alcune categorie di personale, la mancata realizzazione nei tempi più definiti e procrastinati della piastra operatoria, ricorsi sulla conduzione dei concorsi, ed una indagine ancora in corso su turbativa d’asta legata agli appalti pubblici avvenuta a cavallo tra le due amministrazioni Simoni e Rasi Caldogno.

Per quanto riguarda il primo punto pare francamente poco opportuno che l’azienda di Belluno venga commissariata da quella di Feltre, senz’altro un’ottima realtà sanitaria ma certamente meno complessa da gestire (si pensi solo al numero degli ospedali) nominandone alla guida l’intera dirigenza di quest’ultima; soprattutto alla luce delle ben note divergenze sul futuro dell’unificazione, osteggiata dalla conferenza dei sindaci del feltrino e sostenuto da quella bellunese. Appare senza dubbio “curiosa” la nomina tout- court dell’intera direzione strategica feltrina ed anche in tal senso una nomina, per la componete amministrativa e sanitaria, di soggetti avulsi da logiche di campanile potrebbe essere garanzia di equilibrio di trattamento.

Si chiede pertanto di soprassedere con le nomine paventate del direttore amministrativo e sanitario, procedendo a nomine che tengano conto della competenza necessaria a traghettare le Ulss verso una gestione unificata efficiente e di un maggiore equilibrio nei confronti di entrambi i territori.

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