Lo scorso 4 gennaio la Polizia Ferroviaria di Belluno denunciava in stato di libertà un cittadino trevigiano (L.L. di 35 anni) che nel mese di dicembre si era reso responsabile di un’aggressione ad un capotreno in servizio su un convoglio nella tratta Belluno-Treviso.
Il ferroviere, durante la fermata alla stazione di Cornuda, veniva preso a manate in faccia e colpito alle gambe da una bicicletta che gli veniva lanciata contro (tanto da riportare ferite giudicate guaribili in 5 giorni) e pesantemente insultato da un uomo che poi si dava alla fuga.
A seguito delle indicazioni fornite dal malcapitato in sede di denuncia e dopo aver raccolto numerosi altre prove e testimonianze, la Polizia Ferroviaria riusciva ad identificare il responsabile dello scellerato gesto e segnalarlo all’Autorità Giudiziaria competente ossia quella trevigiana per i reati di resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale.
La Polizia Ferroviaria ricorda, infatti, che i ferrovieri, mentre esercitano il loro lavoro di controllo, assumono le funzioni di pubblici ufficiali e qualsiasi comportamento rivolto contro di loro o non collaborativo alle richieste, ad esempio, delle generalità per la regolarizzazione del biglietto o per un eventuale procedimento sanzionatorio, costituisce un reato di particolare gravità.


