
“Mi sono accuratamente informato, da persone presenti, sui fatti accaduti al S. Boldo”. Lo scrive in una nota il vescovo di Vittorio Veneto monsignor Corrado Pizziolo.
“La stampa parla di proibizione di leggere la preghiera degli alpini, di ‘censura’ e così via. In realtà il sacerdote celebrante (un padre Servita da poco giunto in diocesi) si era limitato a chiedere – in una celebrazione dell’Assunta in cui gli alpini erano non più del 30-40% dei presenti – la sostituzione della parola: ‘armi’ con ‘animi’ e della parola ‘contro’ con ‘di fronte’. Questo non è stato accettato dai responsabili che hanno deciso di far leggere la preghiera all’esterno della chiesa”.
“Mi è stato segnalato che – probabilmente per disattenzione precisa il vescovo – l’invito a lasciare la chiesa e la conseguente uscita degli alpini sono avvenuti prima della normale conclusione della S. Messa, con evidente disagio e disorientamento degli altri fedeli presenti. Ciò mi sembra molto spiacevole. Desidero aggiungere che – volendo rispettare una tradizione lunga qualche decennio e facendo conto sul buon senso delle persone – io finora – precisa ancora il vescovo – non ho emanato, nella mia diocesi, nessuna indicazione sul fatto di leggere o non leggere o come leggere la preghiera degli alpini”.
“Evidentemente questo fatto e la risonanza mediatica assolutamente esagerata che sta avendo – conclude la nota – , mi costringerà a intervenire per trovare, ovviamente in dialogo con gli alpini, una posizione che eviti il ripetersi di questi fatti”.
Per saperne di più: http://www.anaroncegno.com/storia_della_preghiera_dellalpino.html
