
Dopo una lunga e incivile attesa è finalmente maturato l’avvelenato frutto prodotto da ricorsi tanto legittimi quanto inconsistenti. Il BARD ha ottenuto sul campo il risultato rilevantissimo della elezione di un consigliere Regionale donna, Sindaco, e del Comelico. Un risultato giudicato da tutti impossibile prima che si realizzasse. L’ha ottenuto grazie ad uno studio attento della legge elettorale veneta e grazie a una serie di eventi non prevedibili che hanno giocato a nostro favore. Ora, i ricorsi di due ex consiglieri regionali, tra i quali un bellunese, mettono in discussione il risultato raggiunto. E consegnano, per il momento, il seggio ostinatamente voluto dal nostro piccolo gruppo, a persone che nulla hanno fatto e nulla faranno nell’interesse dei bellunesi. Ovvio che tuteleremo legalmente gli interessi della candidata Alessandra Buzzo utilizzando le garanzie che la legge prevede. Lo faremo perché il presidente della commissione elettorale del Veneto non ha tenuto in nessun conto i criteri stabiliti dalla Giunta regionale e confermati dal ministero dell’interno. Vedi: DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2814 del 29 dicembre 2014 Adempimenti elezioni regionali 2015. Soluzione quesiti posti dal Ministero dell’Interno sull’interpretazione e applicazione della legge regionale n. 5 del 2012,
Lo faremo perché le irregolarità nelle elezioni ci sono sempre ( e non sono dei brogli) e non ci pare equo modificare i risultati analizzando solo gli errori commessi in 25 seggi. A questo punto le schede le ricontano tutte. Se alla fine del controllo il risultato premierà altri candidati, augureremo loro buon lavoro e faremo il possibile perchè le politiche regionali risolvano i gravi problemi delle comunità dolomitiche bellunesi. Siamo rimasti in questi giorni di scandaloso ritardo con la tranquilla consapevolezza che il lavoro da fare resta molto e che l’elezione di un Consigliere non avrebbe magicamente risolto alcun problema. Ora che una discutibile determinazione del Presidente della commissione elettorale del Veneto ci impedisce di ottenere il Consigliere restiamo fermi nel nostro convincimento che, finché i bellunesi non saranno consapevoli dei loro diritti e non agiranno per ottenerli, non li avranno mai.
In ogni caso il BARD ha ottenuto un buon risultato perché:
1) La legge elettorale del Veneto è stata pensata per impedire il successo di liste locali.
2) Il risultato è stato ottenuto entro una coalizione che ha perduto le elezioni regionali.
3) La politica italiana è preda a una visione ideologica dominante, avversa alle autonomie locali.
4) I “rassegnati reclamanti” detestano l’autonomia, perché imporrebbe loro il dovere di darsi da fare.
5) Entrare in una lista non centrale della coalizione elettorale di un Presidente è stato penalizzante.
6) L’assenza del nostro simbolo ci ha impedito di vincolare il messaggio elettorale alla nostra storia e al lavoro da noi svolto
6) Per ottenere un successo elettorale non basta avere buone idee e buoni candidati.
7) Questa campagna elettorale è stata per noi formidabile. Abbiamo fatto una mole di lavoro impressionante. Incontri che lasceranno traccia e ci saranno utilissimi in futuro. I nostri candidati sono stati tutti tre bravissimi e all’altezza del loro compito. Hanno fatto molto di più di quel che era lecito aspettarsi da loro. Sono stati eccellenti ambasciatori del BARD.
9) Il Parlamento c’è un progetto di legge che dice che presidente delle province interamente montane e il consiglio provinciale sono eletti a suffragio universale e diretto. Questa proposta sta alla Commissione affari costituzionali e sarà approvata rapidamente. Ci hanno provato in tanti, ben più potenti e capaci, a imporre questa modifica alla legge Delrio. Noi abbiamo sottoposto a questa condizione la partecipazione ad una campagna elettorale difficilissima che abbiamo affrontato con pochi mezzi e molte idee. Senza presunzione, con serenità ma con ostinata e feroce determinazione. Dovremo lavorare ancora per raggiungere un risultato che permetta alle nostre comunità di ritrovare l’orgoglio di essere abitanti delle Dolomiti.
Per il BARD Diego Cason


