Le associazioni di categoria, culturali, sindacali e gli ordini professionali hanno sottoscritto una lettera contenente le priorità per il futuro della provincia di Belluno, indirizzata ai candidati alla presidenza e al consiglio regionale del Veneto. Peccato che il documento non faccia alcun accenno al cosiddetto “Terzo valico delle Alpi” (oltre a quelli del Brennero e Tolmezzo), ossia il vecchio progetto autostradale della Venezia-Monaco che il 22 dicembre del 1960 confluì nella costituzione della Società per l’Autostrada di Alemagna e che nel tempo accreditò la bellezza di 108 enti pubblici distribuiti nelle province di Padova, Treviso, Belluno, Vicenza, Venezia e Pordenone. Un «contenitore» oramai dismesso, che avrebbe potuto realizzare il collegamento veloce tra Venezia e Monaco di Baviera (poco più di 400 chilometri) in un tempo di quattro ore o poco più. Con buona pace dell’Austria che certamente avrebbe ancora interesse ad aprire un corridoio commerciale-turistico per il Nord Europa.
Il documento che sarà presentato alla stampa e inviato ai candidati alla Presidenza della Regione Veneto nei prossimi giorni, tratta nel dettaglio la questione del trasporto ferroviario con le richieste dirette alla nuova Regione del Veneto, che dovrà garantire i tempi e le modalità per la concreta integrazione delle “linee bellunesi” (tratte Montebelluna-Feltre-Belluno-Ponte nelle Alpi-Calalzo-Conegliano) nel progetto ferroviario della metropolitana di superficie (SFMR). Oltre alla proposta di potenziamento del trasporto ferroviario con particolare attenzione al cosiddetto “anello ferroviario delle Dolomiti”.
Si chiede altresì il completamento di una rete di piste ciclabili, integrate con il sistema di trasporto pubblico su gomma e rotaia, per competere con il resto dell’Europa in un settore turistico in continua espansione. E la presenza di un assessore bellunese nella nuova compagine della giunta regionale.
