
“Oggi l’aula del Senato ha approvato un nostro ordine del giorno che intende ovviare alle difficoltà che rischiano di incontrare soprattutto le famiglie delle zone montane e a bassa densità abitativa con il Piano di razionalizzazione di Poste Italiane che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 13 aprile”. Lo riferisce la senatrice del Gruppo misto – Federalismo, Autonomie e Libertà Raffaela Bellot, fin da subito schierata con i sindaci bellunesi a sostegno del mantenimento dei servizi postali presenti sul territorio, presentando anche un’interrogazione ad oggi senza risposta.
“In una Provincia dove la copertura informatica è limitata – spiega la senatrice Bellot – e per molte persone, inoltre, adeguarsi al nuovo sistema informatizzato sarebbe estremamente oneroso e difficile, sia per problemi legati all’età che ad eventuali condizioni di disagio economico, non possiamo permettere tagli calati dall’alto senza un serio confronto con i nostri sindaci, con coloro che purtroppo sono diventati gabellieri di un Governo sempre più vessatorio che chiede loro continui sacrifici senza possibilità di una valutazione congiunta”.
“Non possiamo accettare la decisione unilaterale di Poste Italiane di chiusure o riduzioni del servizio, solo sulla base di calcoli di economicità, a conferma purtroppo dell’orientamento della Società che negli ultimi anni ha inseguito una logica di guadagno a scapito delle reali esigenze della collettività. La delibera n.342/14 dell’Agcom ha inoltre disposto specifici divieti nei confronti di Poste Italiane a tutela degli utenti del servizio postale universale che abitano nelle zone svantaggiate del Paese, in particolare tra queste rientrano i Comuni a carattere prevalentemente montano del territorio ed a scarsa densità abitativa. La delibera impone una tempistica al fine di avvisare con congruo anticipo le istituzioni locali sulle misure di razionalizzazione adottate, proprio per avviare un confronto atto ad individuare soluzioni alternative rispondenti alle necessità del territorio “.
“Per questo – conclude la senatrice del Gruppo Misto-FAL – abbiamo proposto questo ordine del giorno che impegna a garantire la permanenza degli uffici postali già presenti nei Comuni rurali e montani, esorta a valutare la possibilità che alcuni servizi vengano offerti da Poste Italiane non in regime di esclusiva, e chiede il rinvio dell’entrata in vigore del Piano di razionalizzazione così da permettere un lavoro di concertazione con le amministrazioni locali, volto a individuare soluzioni alternative”.
