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Sanità, lavoro, sicurezza. Alessandra Moretti: “Zaia mette poltrone lussuose negli ospedali.

Alessandra Moretti
Alessandra Moretti

Per riformare la sanità veneta bisogna agire “senza guardare al consenso, devo pestare i piedi a qualcuno, mettere le mani dove fa male”. Ne è convinta la candidata del centro sinistra alla Regione, Alessandra Moretti, che parlando a IReporter su Tv7 Triveneta, ha promesso di “risparmiare 50 milioni di euro in sanità, ridurre i carrozzoni dell’azienda sanitaria da 21 a otto, diminuire gli apparati e togliere i soldi ai dirigenti per rimetterli nelle tasche dei cittadini”. Perché l’attuale governo del Veneto “in cinque anni non ha fatto nulla, ha messo solo moquette e poltrone lussuose negli ospedali”, ha “ridotto di qualche ora i servizi diurni per aumentarli di qualche ora di notte con un’operazione costosissima di marketing e di immagine”.

Intanto, ha aggiunto, “i veneti sono incavolati neri, perché hanno il ticket più alto d’Italia”, e in questi anni “si è focalizzato tutto sulla malattia acuta e perso di vista la cronicità, come il Parkinson. Un anziano operato al femore viene dimesso dopo due giorni e non trova nulla sul territorio”. La
riforma che la democratica ha in mente “vuole diminuire gli apparati e togliere soldi dai dirigenti per rimetterli nelle tasche dei cittadini con gruppi di prossimità, 330 in tutto il Veneto, uno ogni 15.000”.

I soldi risparmiati “andranno per la disabilità e le liste di attesa e per ridurre le file al pronto soccorso”, perché oggi “si va al pronto soccorso perché non c’è nulla vicino”. Oggi un malato di tumore, va avanti Moretti, “aspetta 34 giorni contro i 18 di altre regioni, ma se paga va il giorno dopo”, il che significa che “la sanità è un privilegio”.

Il Veneto “non è nemmeno più attrattivo, se non con gli utenti del Sud che probabilmente hanno servizi diversi”, nel frattempo, però, “i nostri si vanno a curare da altre parti” e invece, “voglio che diventi una regione di eccellenza”. Quanto all’attuale governatore del Veneto, Luca Zaia, per Moretti “non ha assunto nessuno” in sanità. E’ vero che c’è il blocco delle assunzioni, ha concluso la democratica, “ma Zaia è andato sotto e non ne assunto nemmeno uno”. La realtà è che in regione “si spendono male i soldi”.
Non 10.000 ma ben 23.000 assunzioni in Veneto, dal via al Jobs act. Segno che “la nostra regione è il laboratorio per la ripresa”. La candidata del centro sinistra alla Regione Veneto, Alessandra Moretti, oggi, di ritorno dal convegno di Confindustria di Venezia, dà nuove cifre sull’occupazione in regione negli ultimi due mesi. “Sono numeri straordinari”, afferma.

La candidata del centro sinistra alla Regione Veneto, Alessandra Moretti, vuole creare “un piano straordinario per la video sorveglianza con fondi regionali e comunali”. Un progetto che porti “una centrale operativa di controllo delle telecamere ogni 10.000 abitanti”. A questo si possono aggiungere “ronde straordinarie, pagate dai sindaci, della Polizia municipale”. Moretti, stasera parla dal suo quartier generale di Limena, in provincia di Padova, accanto al responsabile nazionale della Giustizia Pd, David Ermini. E mette in fila alcune delle azioni che ha in mente per migliorare la sicurezza in Veneto. Come la richiesta di più forze dell’ordine. Ma anche come la scelta di “evitare di creare altri centri commerciali che svuotano i centri storici lasciandoli al degrado”.

Intanto la democratica ringrazia il Governo per la scelta di inasprire le pene per i furti e per quella di difendere in particolare le persone deboli. Perché “se è vero che le nostre città non sono le prime per questi reati, la percezione dei veneti sul tema e’ molto forte”.