Lei, nelle prossime ore, arriverà in un territorio che ha un bisogno estremo di risposte veloci concrete e operative. Mi auguro non si presenti a mani vuote come altri rappresentanti del suo stesso Governo prima di lei.
La priorità di questi mesi si chiama Galleria di Coltrondo ed è quell’opera che consentirebbe al comprensorio del Comelico di limitare il suo isolamento e di essere collegato con il resto della provincia in maniera più sicura e moderna. I sindaci di quella zona si attendono da Lei, quale ministro competente, un segnale preciso che vada oltre la mera vicinanza o la sola solidarietà. Il tempo delle parole è finito, servono risorse e la disponibilità vera ad avviare un serio confronto con l’Anas.
La Regione del Veneto, grazie all’Assessore Maria Luisa Coppola, ha stabilito che Coltrondo è l’opera prioritaria non solo del Bellunese ma dell’intero Veneto. Facendolo, ha spianato la strada a una decisione sul punto da parte dell’Esecutivo. Dovrà essere Lei a dire da che parte sta.
Ma Coltrondo non è l’unico nodo nero di questa Provincia, che da sempre soffre la mancanza di una rete infrastrutturale seria all’altezza del suo manifatturiero e del suo turismo.
Le ricordo, a tale proposito, la candidatura di Cortina ai mondiali di sci del 2021, appuntamento che non possiamo mancare: il Governo ha dato il suo ok, ma – anche in questo caso – serve molto di più di una semplice pacca sulla spalla.
C’è poi il nodo delle risorse per la gestione ordinaria delle strade sempre più a rischio a causa dei minori trasferimenti statali alle amministrazioni locali, come Regione, Province e Comuni. E questa è soprattutto una questione di sicurezza.
Signor ministro, Lei arriverà in una Provincia fiaccata dalla riforma Delrio, ma che ancora non si è rassegnata alla continua fuga di servizi – come le Poste – e opportunità.
Mi auguro quindi che la sua giornata a Belluno possa portare qualche risultato.
Buon lavoro,
Giovanni Piccoli



