
La Regione Veneto ha approvato il bando 2015 per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti, per un ammontare finanziario complessivo di 14.834.812,52 euro.
Per la prima volta, quest’anno, sparisce una norma che rischiava di far perdere l’intero contributo a molti viticoltori di collina: una novità, questa, auspicata e richiesta dalle imprese agricole, delle quali il consigliere regionale leghista Andrea Bassi si è fatto portavoce in Commissione, in sede di modifica della delibera di Giunta (variazione poi totalmente recepita dall’assessore Manzato).
“Fino all’anno scorso – spiega Bassi – l’agricoltore richiedeva ad Avepa il contributo per la ristrutturazione del vigneto in base a una stima preliminare dell’areale che stava impiantando o risistemando. Purtroppo in collina è difficile misurare con precisione la superficie, che non si riesce mai a piantumare nella sua interezza a causa della pendenza, di strettoie, di altri impedimenti. La norma regionale pertanto imponeva l’intera restituzione del contributo erogato da Avepa previa fidejussione, se al momento della verifica della superficie reale, questa fosse risultata inferiore all’80% di quella dichiarata (e stimata) al momento di richiedere il finanziamento”.
Da qui la volontà di modificare la norma, eccessiva in un momento di difficoltà per le aziende agricole: “In collina, e penso in particolare alla Valpolicella, si stanno realizzando miglioramenti fondiari, e gli attuali mappali su cui si richiede il contributo non corrispondono alla fine alla superficie realmente piantumabile. Se questa è inferiore all’80% di quella dichiarata a Avepa, fino ad oggi si perdeva l’intero contributo. Un assurdo che abbiamo sanato in Commissione: in caso di mancata effettuazione o effettuazione parziale dei lavori, i nuovi criteri prevedono unicamente il recupero dell’importo non riconoscibile, maggiorato del 20% a titolo di sanzione. Questo non solo per i nuovi procedimenti di verifica da parte di Avepa del contributo erogato, ma anche per quelli in itinere”.
“Questo Piano di ristrutturazione e riconversione dei vigneti – conclude Bassi – migliora ed esalta ancora di più le potenzialità del nostro territorio e la sua vocazione enologica, che vale circa il 3,2 per cento dell’intera produzione mondiale. Puntiamo ad aumentare la competitività dei produttori di vino e a migliorare i sistemi avanzati di produzione sostenibile e l’impronta ambientale del settore. I finanziamenti disponibili sono indirizzati a iniziative da realizzare nell’ambito dei bacini omogenei viticoli e per produrre vini di qualità designati con le denominazioni di origine oppure con le indicazioni geografiche. Sono finanziabili le azioni tese a riorganizzare il potenziale viticolo veneto per ottenere vini capaci di sfidare la commercializzazione globalizzata, mediante la riconversione varietale, anche mediante sovrainnesto; la diversa collocazione o il reimpianto di vigneti; il miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti, in particolare l’introduzione di sistemi avanzati di produzione sostenibile. I viticoltori possono già presentare richiesta di finanziamento ad Avepa con modi e termini indicati nella delibera di Giunta regionale numero 267 del 3 marzo 2015”.


