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Zaia consegna i lavori del bacino di Trissino, ma non pensa ai Pfas. Jacopo Berti: “A rischio la salute di 300 mila veneti, la Terra dei fuochi è anche qui”

Jacopo Berti
Jacopo Berti

Zaia ha consegnato lunedì mattina i lavori di costruzione del nuovo bacino di laminazione di Trissino, nel vicentino.

L’idea, che può anche essere corretta dal punto di vista della sicurezza idrogeologica, non tiene assolutamente conto di un fattore ben più pericoloso. A dirlo è Jacopo Berti, candidato alla presidenza della Regione Veneto per il Movimento 5 Stelle.

«Il bacino di laminazione – spiega Berti – sorgerà vicino alla fonte primaria dell’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche che sta trasformando un’enorme fetta del territorio veneto in una bomba a orologeria. E nessuno può sapere cosa potrebbe accadere alle acque di falda e superficiali inquinate dai Pfas in caso di una piena regolata con il bacino. Abbiamo anche noi la nostra terra dei fuochi, ma qui la chiamiamo terra dei Pfas».

L’emergenza riguarda le province di Vicenza, Verona e Padova, oltre al fiume Fratta Gorzone e a centinaia di pozzi dai quali i privati attingono acqua per usi domestici e agricoli. L’epicentro è compreso fra i Comuni di Lonigo, Cologna e Montagnana.

«L’acqua è una delle nostre 5 stelle, deve essere pubblica e fonte di vita – ricorda Berti – non un veleno. In Italia chi inquina non paga mai, ma noi stiamo lavorando in Parlamento per introdurre una legge che punisca chi inquina. Nel frattempo, anche se d’ora in poi verranno tagliati da Zaia centinaia di nastri elettorali, sarebbe bello che il presidente della Regione stesse un po’ più attento a quello che inaugura».