
“Sul giornale di ieri il presidente della Camera di Commercio di Belluno, Luigi Curto, prova a mettere le mani avanti annunciando come cosa fatta la fusione con Treviso”.
Lo afferma in una nota il Movimento Bard, Belluno autonoma Regione Dolomiti.
Dall’articolo – prosegue la nota del Bard – apprendiamo che, nella fretta di annunciare il patto con cui si liquida la Camera di Commercio di Belluno, il presidente dell’Ente Camerale non si è nemmeno premurato di accertarsi in che modo e con quali provvedimenti concreti, sarà salvaguardata l’economia del particolare territorio “completamente montano” di Belluno.
Ci tiene invece a complimentarsi con se stesso per essere stato tra i primi in Italia ed il secondo in Veneto ad adeguarsi alle richieste di razionalizzazione del sistema della Camere di Commercio auspicata dal Governo nazionale. Diciamo auspicata perché niente e nessuno obbliga ancora le Camere di Commercio a fondersi e tanto meno a unirsi all’interno della stessa regione e per di più con quella di Treviso che rappresenta una realtà territoriale ed economicamente assai diversa e distante da quella bellunese.
Noi del Bard siamo certi che la decisione del presidente rappresenti solo aspirazione personale sua e degli altri componenti dell’organismo direttivo e che pertanto sarà garantita alle imprese sul territorio ampia possibilità di scelta a quale sistema camerale intendono aderire.
Non si capisce infatti, per quale motivo gli imprenditori del Feltrino, dell’Agordino o del Cadore siano costretti ad decidere di auto annullare la loro rappresentatività all’interno del sistema economico trevigiano quando possono scegliere se aderire alla Camera di Commercio di Trento o a quella di Bolzano che, oltre a garantire servizi migliori appositamente costruiti per la montagna, consentono anche una rappresentanza numericamente equilibrata e compatibile con gli interessi economici della nostra gente.
Si è almeno esplorata questa possibilità o si è invece forzata la mano per mettere la montagna di fronte al fatto compiuto della fusione con la pianura e fare in modo che la soluzione più ovvia e conveniente non possa essere percorsa?
Noi ci ricordiamo bene la commozione del presidente Gigi Curto la sera della manifestazione del 24 ottobre 2012 per la salvezza della nostra Provincia e proprio per questo non comprendiamo e non perdoniamo una scelta che annulla la nostra rappresentanza economica.
Non si invochino a giustificazione provvedimenti calati dall’alto o altre scuse senza senso.
Si abbia invece la dignità di lasciare libera scelta ai territori e poi ci si faccia da parte.
Spetta ad altri ormai rappresentare la montagna e la dignità della sua gente.


