


Non c’è stata alcuna diffamazione, ma “pieno compimento del diritto di critica”. Il Tribunale di Belluno ha accolto in toto la tesi difensiva dell’avvocato Roberto Granzotto ed ha respinto la richiesta di 20mila euro di risarcimento richiesti dall’ex assessore alla cultura Maria Grazia Passuello nei confronti di Daniela Nicosia (direttore artistico Tib teatro) e Roberto De Nart (direttore responsabile Bellunopress).
“Si chiamano querele temerarie – commenta Roberto De Nart – è quel vizietto dei politici italiani di servirsi della querela per tentare di imbavagliare la stampa, con l’intimidazione a farsi pagare cifre fantasiose di risarcimento per articoli ritenuti diffamatori. Chi querela, in Italia, non rischia nulla in caso di soccombenza e dunque sarebbe il caso che il Parlamento per evitare che si vada ad intasare la giustizia, provveda ad istituire dei contrappesi come nei paesi di diritto anglosassone, dove chi porta un giornalista in tribunale senza motivo rischia di pagare un multiplo di quanto chiede, in forza del principio che intimorire la stampa lede il principio supremo della libertà di informazione.
Intendiamoci, le parole sono pietre e quando sono i giornalisti a sbagliare devono rimediare ai propri errori come avviene in tutte le altre professioni. Ma questo non ha nulla a che fare con le azioni legali al solo scopo intimidatorio, soprattutto se avviate in campagna elettorale, per dissuadere dal pubblicare situazioni scomode”.
