Le ultime vicende giudiziarie che vedono indagati alcuni funzionari pubblici tra cui i massimi responsabili delle infrastrutture e della valutazione ambientale delle opere di interesse pubblico di competenza della Regione del Veneto (Silvano Vernizzi capo del settore infrastrutture della Regione e Paola Noemi Furlanis capo della struttura di coordinamento Vas e Vinca) confermano quanto da tempo i Comitati denunciano: la corruzione non è questione di qualche persona che sbaglia (le cosiddette “mele marce”) ma è la conseguenza di un sistema colluso di interessi tra forze imprenditoriali e istituzioni pubbliche regionali e nazionali.
Lo afferma in una nota l’Assemblea della Rete dei comitati per l’ambiente del Veneto riunitasi a Padova lo scorso 31 gennaio.
Le grandi opere sono tutte inquinate da una illegalità sistematica e diffusa. Per tali ragioni i comitati del Veneto rivolgono un appello alla nuova Autorità di controllo nazionale affinché vengano azzerate e riverificate tutte le procedure autorizzative rilasciate dalla Regione Veneto.
I comitati ricordano ancora una volta che il meccanismo criminogeno che spinge alla realizzazione di grandi opere inutili e dannose è il sistema della Finanza di progetto (Project Financing).
Le condizioni della Terra a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento, della perdita di biodiversità impongono con urgenza una diversa programmazione e pianificazione del territorio, con il vincolo di non sottrarre un solo nuovo metro quadro al suolo coltivabile.
Il Veneto e l’Italia non sono un corridoio di transito per le merci, ma un paese dove dimorare e vivere.



