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Rotatoria di Ponte nelle Alpi: un restyling che non ha decongestionato il traffico

letteraAffermare che sulla rotatoria di Ponte nelle Alpi e viabilità circostante si è utilizzato un accanimento terapeutico è puro eufemismo. Ma conoscendo la garbata pacatezza del Consigliere Trevisiol si può capire che questa è la sua massima espressione di un disagio che altri residenti potrebbero definire in maniera decisamente più colorita. Tralasciando il fatto che la rotatoria in sé non ha portato benefici in termini di decongestionamento del traffico nelle ore di punta e che i semafori pedonali su viale Cadore agevolano l’intasamento veicolare, che dire sulla presa in giro della paventata restituzione ai commercianti della zona di parte dei parcheggi bordo strada a seguito del restyling post rotatoria? Non un posto in più, anche dopo aver demolito il Sancta Santorum dei passaggi pedonali, quello di fronte alla rivendita di tabacchi. E vogliamo parlare dei costi diretti e indiretti sostenuti da noi tutti per quel bell’esempio di attraversamento pedonale costruito e demolito nel giro di pochissimo con l’iter per la rotatoria già avviato quindi già prevedendo la sua breve esistenza?

Delle due l’una: o la programmazione non è il piatto forte delle giunte di sinistra oppure lo spreco di denaro pubblico è un problema superabile per il 71% dei Pontalpini, almeno per coloro che hanno votato. Il sindaco Vendramini è troppo intelligente per tentare una difesa ad oltranza della situazione della viabilità che gravita in zona Bivio e si limita ad incensarsi riferendosi all’opera principale, dove l’intervento comunale era per altro molto limitato. Ma è dal tempo di De Menech sindaco che si chiede un piano della viabilità per tutta la rete di stradine a sud di viale Cadore, avendo dall’ex sindaco solo risposte evasive e dall’attuale un frettoloso impianto di cartellonistica verticale a casaccio, fra l’altro attualmente malamente incappucciata con sacchi dell’immondizia. Ritengo, infine, che il riferimento al Pat come opera in dirittura d’arrivo sia un refuso di stampa perché questa rivoluzione urbanistica doveva vedere la luce molto prima delle elezioni amministrative, poi annunciata per l’autunno, poi…Ma si sa: con l’era Renzi anche a sinistra non ci sono più le mezze stagioni.

Francesco Dal Poz

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