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La Corte d’Appello di Venezia assolve l’Impresa De Cian. “Troppi sette anni per la sentenza, abbiamo vissuto nell’incertezza di una condanna che è pesata nella reputazione dell’azienda”

lavoro Assoluzione, «perché il fatto non sussiste». Si chiude con questa sentenza della Corte d’Appello di Venezia del 18 settembre 2014 il procedimento giudiziario a carico di Roberto De Cian dell’Impresa “de Cian Albino” di Sedico, avviato a seguito di un incidente sul lavoro nel cantiere dell’ex Ospedale di Belluno: il quattro aprile del 2007 un operaio di un’impresa subappaltatrice, impegnata nel cantiere dell’azienda bellunese, era morto precipitando dal quarto piano. L’imprenditore Roberto De Cian era stato chiamato in causa in virtù del dovere di verifica e controllo delle previsioni antinfortunistiche da parte dell’appaltatore e per il ruolo di coordinamento svolto dall’impresa de Cian nel proprio cantiere.

Proprio l’autonomia del subappaltatore che era stato scelto dall’impresa di Sedico per le competenze e l’esperienza nella gestione di quelle lavorazioni è stato il motivo su cui si era concentrato il Tribunale di Primo Grado che aveva inizialmente condannato De Cian. Dalla Corte d’Appello è invece arrivata l’assoluzione, motivata proprio evidenziando che la competenza e l’autonomia del subappaltatore erano, a fronte del rispetto delle previsioni normative, gli elementi alla base della specificità del lavoro assegnato.

L’impresa De Cian, assistita dall’ avvocato Merlin del Foro di Vicenza, si è difesa dimostrando che nessuna negligenza poteva essere imputata all’imputato in quanto il cantiere era un «cantiere modello» nel quale venivano svolte anche lezioni sulla sicurezza sul lavoro e aveva scelto una azienda subappaltatrice con tutti i requisiti richiesti dalle norme a protezione dei lavoratori.

In buona sostanza, i Giudici della Corte di Appello di Venezia hanno premiato i rilevanti investimenti per la sicurezza sul lavoro che, nel corso degli anni, l’azienda De Cian ha posto in essere per la tutela dei lavoratori.

«L’impegno per la sicurezza nei nostri cantieri – commenta Roberto De Cian – non è mai venuta meno, ne prima né dopo il tragico incidente. Siamo soddisfatti per l’esito anche se resta il dramma della scomparsa di un operaio impiegato in un nostro cantiere. Oltre a ciò resta anche il rammarico che ci siano voluti sette anni prima di veder riconosciute le nostre ragioni; troppi per vivere nell’incertezza di una condanna che è pesata a lungo sulla reputazione della nostra azienda».