No al Tfr in busta paga. Anche Solidarietà Veneto, il Fondo Pensione che conta circa 5300 iscritti in provincia di Belluno, contesta la proposta del Governo di utilizzare la liquidazione per aumentare la capacità di spesa delle famiglie italiane. «In queste settimane – afferma Andrea Tomat, Presidente del Fondo – abbiamo sentito molte prese di posizione critiche. Dal nostro punto di vista, si tratta di un’iniziativa che colpisce il “motore” dei Fondi Pensione e rischia di buttare all’aria vent’anni di progettualità ed innovazione. Se si vuole dare al lavoratore la possibilità di scegliere, questa dovrebbe essere affiancata da un’informazione chiara e completa, soprattutto per i più giovani. Per questo chiediamo al Governo di dar corso alle previsioni di legge riguardo all’educazione previdenziale. Una campagna informativa sulle possibilità di “utilizzo” del Tfr e delle relative implicazioni (previdenziali, fiscali e di risparmio) non è solo utile: è improrogabile».
«Dai giovani partiamo per commentare un’altra novità negativa – prosegue Tomat – il paventato incremento dall’11,5% al 20% dell’aliquota sui rendimenti dei Fondi (che segue quello dall’11% all’11,5% dello scorso giugno) realizza un radicale e sorprendente cambio di impostazione rispetto agli ultimi vent’anni. Lavoratori ed aziende ci manifestano, con uno stillicidio di mail e telefonate, che condividiamo profondamente, crescente sfiducia nella stabilità del sistema. Si ha la sensazione di un “tradimento” da parte delle istituzioni o, come qualcuno ci indica, di un “furto del futuro”. Per dare spazio a queste opinioni, che riceviamo ogni giorno, abbiamo creato da alcuni giorni un luogo virtuale, raggiungibile attraverso il web e i social network, denominato “Salviamo il futuro”, dove ognuno potrà esprimere la propria opinione, presentare le proposte e dire tutto ciò che ritiene utile ad alimentare un proficuo, e necessario, dibattito su un tema così rilevante soprattutto per i nostri giovani».
«L’aumento della tassazione dei fondi pensione – concorda Alessandro Molinari, componente bellunese del Cda – allontanerà i giovani dalla previdenza integrativa, colpendo ingiustamente chi, in modo lungimirante ed intelligente, ha già aderito, rinunciando volontariamente ad una parte del proprio reddito presente per garantirsi un futuro meno incerto. Inoltre deve essere chiaro per tutti che i fondi pensione non sono investimenti speculativi fatti per arricchirsi, quindi devono essere tutelati. In tal senso, un trattamento fiscale di favore non va visto come un’agevolazione, bensì come una giusta compensazione a chi rinuncia nell’immediato ad una parte del proprio reddito».
Solidarietà Veneto Fondo Pensione è il Fondo pensione negoziale fondato nel 1990 dalla CISL e da Confindustria Veneto a cui si sono poi aggiunti le varie Associazioni dell’Artigianato (Confartigianato, CNA, APPIA e CLAAI) e la UIL ed al quale possono aderire i lavoratori dipendenti occupati nel Veneto di tutti i settori dell’industria, dell’artigianato, dell’agricoltura, i lavoratori autonomi, gli imprenditori artigiani e i soggetti fiscalmente a carico degli aderenti.
Attualmente gli iscritti complessivi al Fondo sono circa 48000 e il patrimonio gestito è di 850 milioni di euro.


