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Essere giovani in Europa: rispondono gli otto delegati bellunesi a Mulhouse

studenti mulhouseIl lavoro che non c’è, la formazione che manca, l’importanza del volontariato e del senso di appartenenza a una comunità europea. Sono questi i temi più importanti che gli otto giovani bellunesi delegati per l’Italia hanno affrontato dal 21 al 24 ottobre a Mulhouse, in Alsazia, durante il congresso “Essere giovani in Europa: quali sfide?”, inserito all’interno del programma Erasmus+. Otto ragazzi dai 18 ai 27 anni provenienti soprattutto dal Feltrino si sono confrontati con i coetanei di altri sei Paesi europei (Francia, Germania, Polonia, Svezia, Lituania e Spagna, rappresentata da due delegazioni di cui una catalana) su temi come l’ambiente, l’occupazione, l’educazione e la formazione, l’integrazione, i social network e il rapporto con la politica. Piero Carniel, leader del team, ha preso parte con Davide Gallo, Zaira Gasparini e Alice Forlin al gruppo sull’occupazione: «Eravamo soprattutto italiani e spagnoli, evidentemente i due paesi oggi più interessati dall’argomento», racconta Carniel, anche consigliere comunale a Pedavena. «Dobbiamo valorizzare il territorio dove siamo cresciuti e dove viviamo», aggiunge Gallo, «perché solo le nuove opportunità che nasceranno qui potranno impedirci di scappare all’estero. È stata un’esperienza utile ma tutti concordiamo sul fatto che prima viene il nostro territorio nel quale siamo nati e cresciuti, anche se ci vorrebbe un contatto più diretto con l’Europa». Anche Forlin è della stessa idea: «Bisognerebbe andare all’estero per prendere qualcosa da riportare qui e far crescere il nostro territorio. Casa è sempre casa». Anna Cappellari, attrice in cerca di professione a Parigi e l’artista del gruppo, la pensa diversamente: «È vero, casa è sempre casa e tutti vorremo tornare quando siamo via. Però essere all’estero sapendo di avere una casa qui è rassicurante. Andare via serve a crescere e a entrare in contatto con realtà che qui mancano». Costantina Dal Magro ha partecipato al “direttivo non costrittivo” sui social. Con loro anche Debora Sampieri e Alberto De Nart. «È fondamentale creare una mentalità europea e non sentirsi solamente italiani», conclude Carniel, «è questa la sfida più importante a cui noi giovani siamo chiamati».

Questa mattina sei ragazzi della delegazione hanno presentato pubblicamente gli esiti del loro lavoro assieme al Comitato d’Intesa tra le associazioni volontaristiche della provincia di Belluno, unico partner italiano. «Ringraziamo il Comitato e gli sponsor che ci hanno supportato, la consulta giovani “Diciamo la nostra!”, la banca di credito cooperativo Prealpi e Lattebusche», afferma Enrico De Col del Centro studi e ricerca del Csv di Belluno, «ringraziamo anche l’europarlamentare Elly Schlein per aver risposto subito al nostro invito a partecipare ai lavori in Francia». «Vogliamo offrire un servizio permanente ad associazioni ed enti pubblici e privati per la progettazione sociale, dall’ideazione alla presentazione fino al supporto e alla fase di valutazione», aggiunge Laura De Riz che assieme a De Col e ad Anita Tisat ha fondato il Centro studi e ha seguito la delegazione nel programma Erasmus+, «abbiamo scelto come canale di finanziamento privilegiato l’Europa, al momento siamo in attesa di risposta per altri quattro progetti».

Presente anche Gianluca Corsetti, vicepresidente del Comitato d’Intesa, che ironizza: «Questo è uno dei primi incontri in cui mi ritrovo a essere il più vecchio. Il Centro studi nasce dall’intenzione del Comitato d’Intesa di dare una ventata di freschezza alle attività di volontariato in provincia. Uno degli obiettivi che ci siamo posti assieme al Csv è quello di rendere nuove le attività storiche del volontariato. Le risorse stanno diminuendo, il ruolo degli enti pubblici si sta contraendo in assenza di fondi. Non possiamo che alleggerire le associazioni e professionalizzare i nostri ragazzi». Non manca anche il presidente della consulta giovani Andrea Nascimbene, che ricorda: «Negli ultimi anni abbiamo intessuto rapporti con altre realtà giovanili in Puglia e in Calabria, abbiamo partecipato progetto Interreg, abbiamo creato un meeting annuale di confronto sui problemi dei giovani bellunesi, dal titolo “In groppa al Grappa” a Valpore, sul Grappa. Per noi Comitato e Csv sono da sempre un punto di riferimento, abbiamo portato avanti progetti di eccellente qualità».

Cinzia Lusa, assessore politiche giovanili del Comune di Pedavena, invita a «svecchiare la politica». Il consigliere di maggioranza di Feltre Alessandro Del Bianco rileva che «l’Europa è il futuro di queste iniziative per fare studi, cercare fondi e dare la possibilità ai giovani di accedere al mondo del lavoro». Il consigliere serenese alle politiche giovanili Luca Perer conclude: «È stata un’iniziativa talmente positiva che spero che non si fermi qui».