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ElettrodottoTerna. Si faccia un progetto moderno che tuteli paesaggio e salute pubblica. Giovanni Campeol: “Un elettrodotto-cavidotto in corrente continua Cordignano-Lienz lungo l’autostrada A27”

pastella campeol svaluto moreolo visalliUn elettrodotto-cavidotto Lienz-Cordignano da 380 Kv in corrente continua lungo il tracciato dell’autostrada A27 e la strada statale 51. In subordine, nel caso non si voglia rinunciare al vecchio progetto di attraversamento della Valbelluna, si pretende l’interramento dei cavi per evitare l’impatto paesaggistico dei tralicci nei confronti del sito n°3 Dolomiti Unesco, Pale di San Martino – San Lucano – Dolomiti Bellunesi – Vette Feltrine.

La proposta è stata illustrata venerdì sera a Cavarzano dal professor Giovanni Campeol, già docente universitario di Valutazione ambientale presso l’Università Iuav di Venezia, dal novembre 2010 all’agosto 2011 ha svolto le funzioni di Segretario Generale della Fondazione Dolomiti Unesco, consulente del gruppo VIA-VAS del Ministero dell’Ambiente italiano sullo sviluppo delle metodologia di valutazione ambientale, membro del Dottorato in Estimo ed Economia Territoriale dell’Università di Padova. Oltre che professionista in Italia e all’estero, nel campo della Valutazione ambientale, con particolare riferimento alla valutazione del paesaggio.
Alla conferenza, con moderatore Mario Svaluto Moreolo, presidente del Circolo Pd dell’Oltrardo, hanno partecipato come relatori l’architetto Irma Visalli ex assessore provinciale, consulente di enti pubblici impegnati in processi di governance territoriale e nelle candidature e gestione dei siti Unesco, già docente universitario a contratto fino al 2011 per materie attinenti al territorio e al paesaggio e Gianni Pastella, coordinatore dei Comitati della Valbelluna.

Giovanni Campeol
Giovanni Campeol

Sull’ipotesi di un elettrodotto-cavidotto che segua l’autostrada A27 e la SS 51, Campeol ha portato l’esempio del “Savoia-Piemonte”, progettato con due coppie di cavo per il trasporto di energia in corrente continua a 380 Kv che si snodano per 190 Km. Secondo quanto dice Terna questa tecnologia porterà “benefici evidenti per il sistema di 150 milioni di euro di risparmi l’anno, con riduzione dei costi, maggiore sicurezza ed efficienza nella trasmissione di energia”.
Impietosa l’analisi del professor Campeol sulle strategie di Terna. Una società a capitale prevalentemente pubblico (Cassa depositi e prestiti) che dovrebbe tutelare anche il territorio e i cittadini realizzando le opere nel miglior modo possibile, e che invece è sfuggita alla politica ed opera con logiche di mercato per realizzare profitti al minor costo. Tuttavia – ha detto Campeol – in questi ultimi anni Terna ha infilato una serie di sconfitte nelle aule giudiziarie per effetto di una maggiore attenzione dei cittadini all’ambiente attraverso i comitati. Bocciato il progetto di Saonara, bocciato il progetto su traliccio Savoia-Piemonte, ancora più sconcertante il caso Firenze dove tralicci già installati hanno dovuto essere rimossi. “Questa è una sconfitta della politica – afferma Campeol – e non si capisce perché Terna insista con questa strategia. Oramai sono centinaia i contenziosi in Italia”.
“Non è nemmeno razionale la collocazione della stazione di Polpet e il suo progetto di ampliamento! E non si capisce – ha concluso Campeol – perché ci si ostini a passare per la Valbelluna, anziché realizzare una linea in corrente continua da Lienz a Scorzè!”
Nel suo intervento, l’architetto Irma Visalli ha ripercorso le varie fasi che hanno portato all’attuale situazione di stallo del progetto Terna dell’elettrodotto.
Dal protocollo del 2009 del Comune di Ponte nelle Alpi e Soverzene, al progetto Terna 2011 presentato al ministero, l’intervento della Commissione Via regionale che nel 2012 chiede le osservazioni ai Comuni. Si muovono i comitati di Levego e Andreane. Il Comune di Belluno, che nel 2009 aveva scelto l’opzione “A” di terna nell’agosto 2012 chiede di valutare l’opzione “B” sulla mezza costa del Nevegal. Ma c’è il muro dei comitati. Allora Terna propone l’addendum “C”. I comitati rilanciano la soluzione dell’interramento dei cavi ad Andreane. Finché il Comune di Belluno approva una mozione nella quale si chiede di fermare la procedura Via e contestualmente di rivedere l’intero progetto per valutarne le criticità attraverso un tavolo dinanzi a tutti i Comuni interessati. Ma Terna tenta di proseguire le trattative separate con ogni singolo comune per spaccare il fronte. La questione si espande, arriva in Regione e a Roma. Interviene il governatore del Veneto Zaia che dice “Mettere dei tralicci di 60 metri su un paesaggio mozzafiato patrimonio dell’Unesco come quello delle nostre montagne è un errore che può provocare delle ripercussioni pesanti anche dal punto di vista turistico” Anche il ministero condivide la posizione prudenziale assunta dalla Regione. E siamo allo stallo.
Gianni Pastella ha sottolineato che il potenziamento della Stazione di Polpet con l’innalzamento dai 132 Kv ai 220 Kv determinerà di conseguenza anche l’adeguamento delle attuali linee elettriche esistenti a Cavarzano (dietro la casa di riposo) e Cusighe con ulteriore impatto e campi elettromagnetici.
A conclusione della serata Mario Svaluto Moreolo ha ribadito quanto affermato nella sua introduzione “I comitati dei cittadini – ha detto – nascono a causa dell’assenza della politica. Ma è un’illusione credere di porvi rimedio solo attraverso sindaci e onorevoli. Deve ritornare il primato della politica”.
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