Mi arriva un comunicato dove Il BARD, con i soliti toni entusiastici, a proposito dell’esito dell’incontro di qualche giorno fa in Tirolo dice: ….”Il presidente del Consiglio del Tirolo, Herwig Van Staail, riguardo all’adesione del Bellunese al Gruppo Europeo di Collaborazione Territoriale (GECT) ha auspicato che lo Stato italiano concluda, nel più breve tempo possibile, il nostro processo di autonomia attribuendo alla Provincia di Belluno poteri e status giuridico pari a quello di una regione ordinaria”…. .
Ora, si può apprezzare l’ottimismo dei dirigenti del BARD, ma scambiare come una conquista o anche un semplice e minimo risultato politico, la consueta cortesia istituzionale dei nostri vicini del Tirolo, mi pare fuorviante. Sia i rappresentanti del Sud Tirolo, nei diversi incontri avuti negli anni scorsi, sia i rappresentanti del Tirolo oggidì , hanno sempre detto chiaramente che non vi è possibilità alcuna, stante la mancanza dei presuppposti storici e politici, affinchè il bellunese entri a far parte di una entità politica unitaria con Trento, Bolzano e Innnbruck. Questo è stato detto in più occasioni.
Altra cosa è invece parlare di forme di collaborazione tra aree alpine omogenee e contermini dove invece le offerte di aiuto, da parte Tirolese e Trentina, per avviare progetti di comune interesse, sono state numerose e sono certo che sarebbero sicuramente proficue per i nostri territori. Tornando al contenuto del comunicato del BARD e alle parole del Presidente del Consiglio del Tirolo, appare chiarissimo, salvo forse al redattore del comunicato del BARD, che condizionare la eventuale e remota piena partecipazione del Bellunese al GECT (Gruppo Europeo di Collaborazione Territoriale) al fatto che “che lo Stato italiano …. attribuisca alla Provincia di Belluno poteri e status giuridico pari a quello di una regione ordinaria” equivale a dire: vabbè, intanto tenetevi una bella pacca sulla spalla e se ne riparla tra due secoli !
Credo che i dirigenti del BARD impiegherebbero molto meglio il loro tempo ed i denari che investono in trasferte interessanti sul piano personale, quanto inutili sul piano pratico, costruendo sul territorio occasioni di sviluppo economico e sociale che sono il presupposto perché prenda forma un forte sentimento di appartenenza territoriale senza il quale il pur encomiabile impegno del BARD appare ormai per quello che è: il tentativo autoreferenziale di correre dietro ad un sogno che si giustifica solo con la smania di protagonismo di alcuni suoi dirigenti.
Protagonismo che fa il paio solo con la loro sostanziale incapacità a realizzare qualcosa di pratico e davvero utile al territorio bellunese.
Silvano Martini – Socio fondatore del BARD


