HomeLettere OpinioniL'Italia ripudia la guerra, ma non la produzione di armi

L’Italia ripudia la guerra, ma non la produzione di armi

letteraSe alle ultime notizie di politica interna aggiungiamo quella del 5 novembre ci si può rendere conto che la tragedia italiana è condita sempre, e mai come in questa fase storica, da quella vena di amara comicità che ci rende famosi nel mondo…le armi di scena sono bandite dai set cinematografici…grazie a una direttiva del Ministero degli Interni che recita che non si possono girare scene di sparatorie, impugnare pistole e fucili, che siano Beretta o Glock, Kalashnikov, Winchester o moschetti della prima guerra mondiale, provocando una forte polemica da parte della Confindustria del settore audiovisivo che annuncia perdite economico-produttive notevoli.

Se da una parte il Ministero dei Beni Culturali incalza le case di produzione cinematografiche a puntare sui generi polizieschi e spaghetti-western che tanto successo ebbero in anni in cui il cinema italiano era apprezzato anche all’estero, dall’altra, nonostante siano armi “inertizzate” da armaioli specializzati attraverso piccoli accorgimenti irreversibili e poi portate alla Questura di Roma per poter ottenere la licenza “di scena”, si creano disagi a chi sta realizzando quelle fiction d’azione che allietano le serate di milioni di italiani che hanno la TV, pagano la tassa annuale e hanno a cuore il genere fiction: “Commissario Rex 8”, “Un passo dal cielo3”, “Subuna”, “Squadra antimafia Catturandi”, “Montalbano”.

Ma quello che indispone di più, oltre alla domanda se è mai possibile che con tutti i problemi che ci attanagliano, dobbiamo poi scoprire per caso, dato che questa notizia è stata pubblicata su un solo giornale, che si tralasciano temi ben più  importanti per fare spazio a simili barzellette, è che l’Italia, nazione che si riempie la bocca di parole come pace e cooperazione, vanta una produzione e commercializzazione di armi spaventosa: bombe, missili, aerei, elicotteri, navi, artiglieria, fucili d’assalto, munizioni, armi chimiche, cacciabombardieri e carri armati, tutto con il pieno consenso di politici che, ipocritamente, utilizzano la parola “DIFESA” al posto della “GUERRA”…..in modo da poter guardare tranquillamente negli occhi i loro figli……e girare la testa dall’altra parte quando le immagini dei 30 conflitti armati di grandi dimensioni che infiammano il pianeta escluso guerriglie e sommosse, gli scorrono davanti nella più totale indifferenza.

Annamaria Fiume