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Legge di Stabilità, patronati a rischio chiusura. Grido di allarme di Acli, Inas Cisl, Inca Cgil e Ital Uil. “Rischio di smantellamento del sistema di assistenza sul territorio e la gratuità dei servizi ai cittadini, in particolare i più deboli”

patronato acli inas inca cgil italuilI tagli alle risorse dei Patronati, messi nero su bianco nella legge di Stabilità, sono un attacco diretto contro i cittadini. Se venissero confermati, questi istituti, che difendono e promuovono i diritti previdenziali e socio-assistenziali, non potrebbero più garantire i servizi finora offerti. Inoltre c’è preoccupazione per la possibile perdita del lavoro di gran parte degli organici complessivi dei vari patronati.

Anche a Belluno i numeri parlano chiaro, con 11 uffici zonali e 22 operatori complessivi. Le pratiche per prestazioni a sostegno del reddito o per servizi all’immigrazione sono passate dalle 22.614 del 2009 alle 35.402 del 2013, con un aumento del 35% circa.

“Il taglio sarà un duro colpo che metterà in ginocchio la rete di solidarietà dei Patronati che rimangono l’unico welfare gratuito a favore dei disoccupati, dei pensionati, dei lavoratori, dei cittadini stranieri e degli italiani all’estero – dichiarano i responsabili dei Patronati . La fascia più debole della società si troverà così a pagare per un servizio oggi gratuito, con il rischio di dover rinunciare alle tutele previdenziali e assistenziali cui hanno diritto. L’uguaglianza di accesso ai diritti, contrariamente a quanto prevede la stessa Costituzione, sarà sostanzialmente cancellata”.

Il taglio di 150milioni di euro al Fondo Patronati e la riduzione del 35% dell’aliquota previdenziale destinata ad alimentarlo a fronte di un netto peggioramento quando non un completo annullamento dei servizi a carattere assistenziale non costituiscono un risparmio per nessuno. Lo 0,226% dei contributi sociali versati da circa 21 milioni di lavoratori oggi, infatti, assicura a oltre 50 milioni di persone la possibilità di usufruire gratuitamente di un fondamentale supporto nell’esplicazione delle pratiche di accesso ai diritti del lavoro e della previdenza.

“Per svolgere la medesima attività, la Pubblica Amministrazione (INPS, INAIL e Ministero dell’Interno) dovrebbe mettere in campo 657 milioni di euro. Risorse che potrebbero, invece, essere utilizzate al meglio per sostenere l’occupazione e in investimenti pubblici di rilancio dell’economia. Per ripianare la situazione – secondo i responsabili dei Patronati – la PA dovrebbe aprire e gestire circa 6mila nuovi uffici permanenti e aumentare gli organici di oltre 5mila persone. Un’operazione strutturale di portata tale che potrebbe protrarsi per diversi anni lasciando abbandonando nel percorso intere fette di popolazione”.

Per contrastare questa misura che minerebbe seriamente la tenuta del sistema di welfare del nostro Paese e del nostro territorio, i Patronati d’Italia Acli, Inas, Inca e Ital avvieranno una mobilitazione sia a livello nazionale sia locale, per sensibilizzare l’opinione pubblica e far comprendere al

Governo e al Parlamento, ma anche alla politica, l’importanza di modificare immediatamente la proposta contenuta nella Legge di Stabilità.

Dal 29 ottobre scorso è, inoltre, partita la petizione “No ai tagli ai Patronati” per raccogliere online e in tutte le sedi sindacali e dei Patronati le firme dei bellunesi a sostegno dell’iniziativa.

Infine, nel mese di novembre, i Patronati promuoveranno la “Giornata Nazionale della Tutela”, con manifestazioni territoriali per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi che lavoratori, lavoratrici, pensionati, disoccupati, cittadini stranieri, italiani all’estero e le nostre famiglie incorrono e per porre l’attenzione sul valore dell’attività svolta dalle strutture.

La mobilitazione si concretizza nel presidio di fronte alla Sede INPS di Belluno di Viale Fantuzzi, lunedi 10 Novembre dalle ore 9.00 alle ore 12.00, e nei gazebo per la raccolta firme e sensibilizzazione organizzati per la mattinata di Sabato 15 Novembre, in Piazza dei Martiri a Belluno e di fronte alla stazione ferroviaria di Feltre.