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Maltempo invernale. Contributi regionali a fondo perduto per il ripristino e il miglioramento dei rifugi alpini danneggiati

 

Marino Finozzi
Marino Finozzi

La Regione del Veneto va in soccorso dei suoi rifugi alpini rimasti danneggiati dalle pesantissime nevicate dello scorso inverno. La Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore al turismo Marino Finozzi, ha deciso di assegnare a questo segmento 600 mila dei 2 milioni di euro complessivi che il bilancio approvato dal Consiglio ha destinato al ristoro dei danni causati dalle nevicate straordinarie. “Le risorse saranno erogate a fondo perduto – ha spiegato Finozzi – per interventi di ripristino delle strutture e delle infrastrutture danneggiate e la riattivazione e miglioramento dell’attività ricettiva sotto il profilo della sostenibilità, della qualità e della sicurezza”

“Da sempre cerchiamo di essere vicini alle realtà e alle strutture di montagna e alta montagna – ha aggiunto l’assessore – dove il settore del turismo e dell’escursionismo crea ricchezza e reddito. In questo scenario siamo già intervenuti negli anni scorsi, da ultimo con il sostegno all’installazione della banda larga nei rifugi alpini di alta quota, sia come servizio agli ospiti sia come fattore di ulteriore sicurezza”.

Dell’intervento regionale potranno beneficiare i proprietari dei rifugi alpini siti nel Veneto e i concessionari da enti pubblici. Gli interessati potranno presentare domanda di contributo, corredata di tutta la documentazione richiesta, entro le ore 13 del quarantacinquesimo giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento di Giunta nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Sono ritenuti ammissibili gli interventi di manutenzione straordinaria alle strutture e agli impianti danneggiati dalle nevicate; la ricostruzione manutenzione straordinaria di teleferiche adibite al rifornimento; la ristrutturazione edilizia; il restauro e risanamento conservativo; la fornitura, installazione e manutenzione di impianti elettrici, idrico-sanitari, di riscaldamento, antincendio, radiofonici, telefonici e telematici; di impianti di approvvigionamento idrico, depurazione e smaltimento delle acque, nel rispetto ecologico – ambientale del territorio; impianti finalizzati al risparmio delle risorse energetiche; impianti di smaltimento rifiuti assimilati agli urbani;l’acquisto di attrezzature e macchinari a servizio del rifugio.

“I primi custodi della montagna sono coloro che ci abitano e ci lavorano – ha ribadito Finozzi – e la loro presenza è garanzia per tutti di manutenzione del territorio. Per questo ci siamo impegnati affinché le calamità occorse non portassero a fenomeni di abbandono, premessa per lo spopolamento, ma anzi potessero anche essere opportunità di crescita”.