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Confindustria Belluno Dolomiti. Losso: “Facciamo fatica a trovare laureati in chimica”

Innovazione, ricerca e internazionalizzazione. Sono queste le tre priorità delle aziende chimiche di Confindustria Belluno Dolomiti, che l’altra sera hanno rinnovato il consiglio direttivo ed eletto il nuovo presidente: si tratta del dott. Alessandro Losso, manager della J.F. Ammon spa, azienda leader a livello internazionale nel settore della vernici per la protezione dal fuoco. Il suo vice è il dott. Massimo Slaviero di Unifarco, mentre i consiglieri eletti sono Danilo Nicolussi (Bauunternehmung Srl), Flavio Mares (Imap Srl) e Paolo Montagner (Pai Cristal Italia Srl). Si tratta di un settore composto da diciannove aziende, alcune delle quali in netta crescita, che occupano complessivamente 1400 dipendenti.

alessandro losso confindustria chimici«Il nostro obiettivo – spiega Alessandro Losso – è di investire in innovazione, ricerca e internazionalizzazione, perché questi sono i tre elementi fondamentali per lo sviluppo delle nostre aziende. Ciò significa, innanzitutto, uscire dal livello locale, per adottare una visione internazionale: l’unica possibile in un mercato globalizzato. Sarà perciò importante stabilire delle partnership con università e laboratori italiani e stranieri, avviando studi e ricerche che permettano alle nostre imprese di avere prodotti di nicchia, innovativi, performanti e con un alto valore aggiunto. Solo così potremo restare sempre competitivi». «Dal punto di vista dell’internazionalizzazione – aggiunge il nuovo presidente della sezione chimici di Confindustria Belluno Dolomiti – è importante non solo incentivare ulteriormente la presenza delle nostre aziende sui mercati internazionali, ma avviare delle sinergie con altre società, anche straniere, con le quali definire strategie comuni nell’implementazione di una sostenibilità ambientale più efficiente ed efficace».

Se le prospettive di crescita per le aziende del settore non mancano, c’è invece una carenza di giovani con un’altra formazione scientifica. «Facciamo davvero fatica a trovare laureati in chimica – ammette Alessandro Losso – e questo è un peccato, soprattutto in un momento storico caratterizzato da un elevato tasso di disoccupazione anche nella nostra provincia. Dobbiamo perciò incentivare i nostri giovani a intraprendere percorsi di studio più in linea con le esigenze delle aziende: la chimica come la green economy sono due sbocchi sicuri».

Un altro tema molto sentito anche dalle imprese del settore chimico è proprio quello della sostenibilità ambientale: sono ben cinque le realtà che hanno ottenuto la certificazione ISO 14001, che attesta l’adozione di specifiche procedure di gestione ambientale.